BlackBerry ha comunicato al CES di Las Vegas di avere in programma il lancio di uno o due smartphone quest'anno, tutti basati su Android



BlackBerry manda in soffitta il suo sistema operativo BlackBerry 10: la società canadese ha comunicato al CES di Las Vegas di avere in programma il lancio di uno o due smartphone quest’anno, tutti basati su Android.

BlackBerry archivia BB10: i nuovi smartphone avranno Android

La svolta, del resto, era stata anticipata nei mesi scorsi con la presentazione del Priv, il primo smartphone BlackBerry dotato del sistema operativo di Google; tuttavia l’azienda non aveva chiarito se per i futuri modelli avrebbe seguito la stessa strada o avrebbe mantenuto in vita la sua piattaforma software BB10, lanciata tre anni fa.

DURO COLPO – Per gli affezionati fan di BlackBerry, la notizia rappresenta un duro colpo. Ma le difficoltà economiche dell’azienda, che ormai detiene una quota marginale nel mercato degli smartphone, hanno spinto i suoi dirigenti a tagliare gli investimenti per lo sviluppo del sistema operativo per concentrarli sull’hardware e sulle funzionalità esclusive che continueranno a caratterizzare i BlackBerry anche con Android, mirate essenzialmente alla sicurezza. Almeno per il momento: John Chen, CEO di BlackBerry, non ha infatti detto che BB10 sarà definitivamente abbandonato. Se il Priv e il futuro (o i futuri) smartphone Android dovessero incontrare il favore del mercato e rimettere in sesto i conti dell’azienda, il sistema operativo “proprietario” potrebbe essere nuovamente sviluppato e adottato sui nuovi dispositivi. Ma al momento, ha specificato Chen, “è presto per parlare di questi progetti”. Gli attuali modelli basati su BB10 restano comunque in listino.

TAGLIO DI PREZZO PER IL PRIV – Nessun dettaglio su quando arriveranno i nuovi smartphone Android né sulle loro caratteristiche. Di certo, la società prevede per febbraio un deciso taglio del prezzo del Priv, dispositivo interessante per caratteristiche hardware e software ma penalizzato da un prezzo troppo elevato (789 euro) che fino a oggi non ne ha agevolato la diffusione.

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