Sarebbe stato violato un brevetto italiano



Sono 3.018 gli smartphone e i tablet Samsung sequestrati dalla Guardia di finanza a Vicenza perché utilizzerebbero senza diritti un’app sviluppata da tecnici veneti e tutelata da brevetto europeo. Tra questi rientrano anche i top di gamma Samsung Galaxy S7 e Samsung Galaxy S7 Edge così come i precedenti Samsung Galaxy S6, Samsung Galaxy S6 Edge. Nel registro degli indagati sono finiti anche Kwon Oh Hyun, Ceo del produttore asiatico, ipotizzando violazione di brevetto e contraffazione di opere dell’ingegno, Samsung electronics e Samsung Italia. L’indagine ha preso le mosse dalla denuncia della società romana Edico srl, che contesta alla società sudcoreana di aver copiato il software per la tutela dell’udito che permette di visualizzare sul display una barra del volume che cambia colore quando si collegano cuffie o auricolari, il cui brevetto sarebbe stato regolarmente depositato. Il danno economico contestato è di circa 70 milioni di euro.

Tutti i 21 modelli sequestrati

I modelli di Samsung Galaxy, sia cellulari sia tablet, che userebbero il brevetto contraffatto e che sono stati dunque sequestrati dalle Fiamme gialle nell’ambito dell’indagine condotta dal pubblico ministero Hans Roderich Blattner sono Samsung Galaxy S7, Samsung Galaxy S7 Edge, Samsung Galaxy S6, Samsung Galaxy S6 Edge, Samsung Galaxy S6 Edge+, Samsung Galaxy S5 Neo, Samsung Galaxy Note Edge, Samsung Galaxy Note 4, Samsung Galaxy A5 (2016), Samsung Galaxy A3(2016), Samsung Galaxy J7 (2016), Samsung Galaxy J5 (2016), Samsung Galaxy J3 (2016), Samsung Galaxy J5, Samsung Galaxy Xcover 3 VE; Samsung Galaxy View, Samsung Galaxy Tab S2 (2016), Samsung Galaxy Tab S2, Samsung Galaxy Tab A (2016), Samsung Galaxy Tab A, Samsung Galaxy Tab E. Cellulari e tablet sono stati presi in consegna dai finanzieri perché ritenuti elementi utili per proseguire le indagini che passeranno anche da una perizia tecnica sui sistemi operativi Lollipop e Marshmallow.

I punti vendita visitati

Complessivamente sono 26 le perquisizioni effettuate dai militari della Guardia di finanza in altrettanti negozi di telefonia che si trovano sia nella città di Vicenza e sia in provincia e che al pari dei consumatori, facciamo presente, non hanno alcuna parte e responsabilità in questa vicenda. Le Fiamme gialle si sono presentati nei punti vendita Euronics a Cornedo e Rosà, nei negozi Trony in via Marosticana in città, a Trissino, a Ponte di Barbarano, a Schio e a Cassola, e al Carrefour di Thiene. Ci sono state perquisizioni anche all’Auchan di strada delle Cattane, all’Uniero all’interno del centro commerciale Le Piramidi a Torri di Quartesolo, nei punti vendita Expert in via della Scienza in città e a Piovene, Camisano, Malo, Arzignano e Lonigo. E ancora: ai Mediaworld del centro commerciale Palladio in strada Padana verso Padova e del Grifone a Bassano; all’Ipercoop di Schio; nei punti vendita Interspar in via Gallo e viale del Mercato Nuovo a Vicenza e in quelli a Montecchio, Schio e Bassano; e alla Comet di viale Verona in città e a San Giuseppe di Cassola.

La risposta di Samsung

A distanza di poche ore dall’operazione della Guardia di finanza è arrivata la risposta di Samsung che si difende e annuncia la richiesta di revoca del provvedimento. Più esattamente, la multinazionale sudcoreana fa presente che “i sequestri sono stati eseguiti su iniziativa di Edico (società che non svolge attività produttiva o distributiva nel settore), sulla base di una asserita violazione di un suo brevetto. Ci rivolgeremo alle autorità competenti per ottenere la revoca immediata del provvedimento e il ristoro dei danni“. Dal punto di vista statistico, nelle cause in materia di brevetti industriali in media solo una sentenza su tre accerta la contraffazione. Un caso su tre stabilisce la nullità del brevetto, perché mancano le caratteristiche di novità e originalità. Nei restanti casi il brevetto valido non è stato violato.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 3 Media: 3.7]

NESSUN COMMENTO

Rispondi