Testare in anteprima l'aggiornamento di sistema operativo

Al via la distribuzione della versione beta del nuovo sistema operativo Android 7.0 Nougat per Samsung Galaxy S7 e Samsung Galaxy S7 Edge, la variante con il display dai bordi curvi. Non per tutti: il software è per ora scaricabile dagli utenti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Corea del Sud e Cina. Per testare in anteprima le novità introdotte occorre iscriversi al Galaxy Beta Program, anche attraverso l’omonima app gratuitamente scaricabile sul Play Store, e attendere l’invito di Samsung. Al di là della possibilità di provare i cambiamenti sviluppati in Android 7.0 Nougat, alla base di questa iniziativa c’è la volontà di Google di raccogliere i feedback e i commenti degli utenti.

Mentre la macchina del rollout è in moto, Google respinge le accuse dell’Antitrust europeo sull’abuso di posizione dominante per il sistema Android e anzi, stando alle parole del gruppo di Mountain View, la concorrenza è «accresciuta grazie a un ecosistema che bilancia gli interessi degli utenti». Il sistema operativo creato nel 2007 è al centro di uno scontro con la Commissione europea. Il vicepresidente di Google Kent Walker ha risposto in una lettera indirizzata agli uffici della commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

Rispetto al 2007 oggi «gli smartphone sono accessibili a prezzi notevolmente più bassi, a partire da soli 45 euro, e sono diventati molto più accessibili alle persone. Ci sono oltre 24 mila dispositivi, di oltre 1.300 marchi, che utilizzano Android e gli sviluppatori europei hanno la possibilità di distribuire le proprie app a più di un miliardo di persone in tutto il mondo». BigG contesta anche l’idea della Commissione secondo cui Android non compete con Apple: «Ignorare la concorrenza con Apple significa non cogliere la caratteristica distintiva dell’attuale scenario competitivo degli smartphone».

Google esprime la preoccupazione «che i risultati preliminari della Commissione sottostimino l’importanza degli sviluppatori e i pericoli della frammentazione in un ecosistema mobile». È per evitare il rischio di una frammentazione ed evitare agli sviluppatori il dispendio di tempo e risorse necessari per realizzare molteplici versioni delle loro app che Google lavora con i produttori di hardware per creare un livello minimo di compatibilità tra i dispositivi Android. «Questo equilibrio – è il pensiero di Mountain View – stimola la concorrenza tra diversi dispositivi Android, così come tra Android e iPhone di Apple». Al contrario, «la proposta della Commissione rischia di rendere la frammentazione ancora peggiore, danneggiando la piattaforma Android e la concorrenza tra dispositivi mobile».

Sulla distribuzione delle proprie app, Google osserva che «nessun produttore è obbligato a preinstallare alcuna app di Google su un telefono Android, ma offriamo ai produttori una suite di app in modo che quando si acquista un nuovo telefono si possa accedere a un insieme già noto di servizi di base». Secondo Google, le piattaforme open source come quelle offerte da Android «sopravvivono e crescono bilanciando le esigenze di tutti i partecipanti, inclusi gli utenti e gli sviluppatori. L’approccio della Commissione sconvolgerebbe questo equilibrio e trasmetterebbe un messaggio non intenzionale a favore delle piattaforme chiuse rispetto a quelle aperte, con minore innovazione, minore scelta, minore competizione e prezzi più alti».

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