Ecco come vedere la gara di questa sera

Ci sono diverse possibilità per vedere Roma Pescara in diretta streaming, anche oltre la soluzione Rojadirecta, peraltro illegale e dunque da evitare, da qualunque dispositivo. Sia esso uno iPhone o un iPad, un tablet o uno smartphone Android o Windows 10 Mobile, ma anche PC e Mac e via Xbox One e PlayStation 4. Per non abbonati ai vari canali digitali terrestri o satellitare c’è innanzitutto la piattaforma web Now TV, raggiungibile sul sito dedicato o via app sugli store Apple, Google Play e Microsoft. Di interessante c’è appunto la possibilità di vedere in live streaming anche singole partite, tra cui appunto Roma Pescara, senza vincolarsi con abbonamenti di alcun tipo.

Il servizio è a pagamento (il prezzo di una singola partita è di 9,99 euro), ma è appunto gestibile con la massima libertà. La stessa che non è evidentemente concessa con Premium Play di Mediaset Premium o Sky Go, sempre di Sky. In entrambi casi, solo gli abbonati hanno diritto alla fruizione. Tra le possibilità da prendere in considerazione c’è anche l’app Serie A Tim che permette di vedere in diretta streaming fino a tre partite in ogni giornata, compresa Roma Pescara, senza naturalmente intaccare la soglia mensile o settimanale del traffico dati. Il prezzo del servizio è di 9,99 euro per l’attivazione annuale e quindi di 1,99 euro per ogni partita. Il limite è rappresentato dalla indispensabilità di essere clienti Tim, nonostante l’app sia disponibile per tutti i sistemi operativi.

Mentre il Paese si divide sul referendum, l’Italia del calcio registra una inattesa unione fra i club di Serie A. Hanno votato all’unanimità infatti sulla ripartizione dei ricavi da diritti TV, da leggere anche in ottica delle nuove regole per la trasmissione della diretta streaming via web il tema che più ha creato contrasti da quando la legge Melandri ha introdotto la vendita centralizzata e nuovi criteri di redistribuzione delle risorse: la nuova delibera dà in sostanza un incentivo a chi resta in A ma non gode dei grandi incassi della Champions League e garantisce per questa e la prossima stagione oltre un milione di euro in più rispetto a prima alle 14 squadre fra il quarto e il 17esimo posto.

Nel nuovo regolamento, del cosiddetto incrementale da 25 milioni di euro che ogni anno allarga la torta, in base alla vendita dei diritti televisivi per il triennio 2015-18, il 40% va diviso in parti uguali fra i 20 club mentre il 60% verrà redistribuito alle squadre dal quarto al 17esimo posto. Nella quota finiranno anche i soldi non distribuiti del confermato paracadute da 60 milioni di euro per le tre retrocesse.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 1 Media: 5]

NESSUN COMMENTO

Rispondi