Il fischio d'inizio del posticipo serale è alle 20.45

Si assiste alla solita corsa per vedere la diretta streaming degli incontri di Serie A e non è da meno il match Milan Inter in programma questa sera alla 20.45. La novità è rappresentata dalle prime mosse sul piano dell’offerta dei vari Sky e Mediaset Premium a contrastare chi, come la ben nota nota piattaforma Rojadirecta, propone la diretta live gratis senza diritto. Non si stanno infatti limitando a invocare la chiusura di questi portali con tanto di strascico a livello penale. Ma lo stanno facendo sia migliorando la qualità della proposta (nelle ultime ore è stato lanciato il 4K da Mediaset Premium), ma anche sviluppando soluzioni anche per non abbonati.

Se infatti per utilizzare i vari Sky Go e Mediaset Premium per la diretta streaming di Milan Inter è necessario essere clienti di uno dei due canali, con Now TV, piattaforma web di proprietà Sky, è possibile la visione anche della singola gara. Come dire, il rapporto dura per i soli 90 minuti dell’incontro e poi ognuno per la propria strada. Di interessante c’è la possibilità di sfruttare questa opzione da qualunque dispositivo collegabile al web. PC e Mac, certo, ma anche smartphone e tablet, iPhone e iPad e perfino smart TV e console da salotto. Il prezzo di una partita, compresa Milan Inter, non è proprio economico, 9,99 euro, considerando che con 19,99 euro si ha accesso per un mese a tutti gli eventi sportivi.

In ogni caso, non sarà un derby come tutti gli altri: ha ragione Adriano Galliani. Milan Inter passerà alla storia come lo spartiacque tra passato e futuro. Due squadre, una svolta. Il tutto celebrato nel tempio del calcio milanese che già annuncia il tutto esaurito. Il Milan sta per diventare cinese, l’Inter lo ha già fatto. Tramontano così le grandi dinastie del calcio meneghino: Moratti è adesso solo un tifoso perché a giugno ha ceduto anche le ultime quote, Berlusconi passa la mano. Galliani dirà addio dopo una storia d’amore lunga una intera vita. Milan e Inter devono reinventarsi, cominciare da capo forti di tradizioni vincenti e tanti trofei che brillano in bacheca.

Moratti è stato un presidente passionale ed emotivo che ha spinto la squadra verso il trionfo del 2010 investendo di tasca propria, sostenuto da quella voglia di vincere e da quell’amore che il padre Angelo gli ha trasmesso. Lui incarna la quintessenza della milanesità tanto che un suo ritorno è il sogno di molti. Milan e Inter sono stati finora un affare di cuore, ora rischiano di essere solo un affare. Per Berlusconi non sarà un addio traumatico, il legame non sarà tranciato di netto e, se tutto sarà confermato, rimarrà come presidente onorario a vigilare sul club. Thohir sembra destinato a uscire di scena cedendo il suo 31 per cento. Suning ha capito di dover prendere in prima persona le decisioni più delicate.

La società è apparsa disorientata dopo il passaggio di proprietà alla multinazionale cinese e a farne le spese è stata soprattutto la squadra. Un periodo confuso con il divorzio da Mancini a due settimane dall’inizio del campionato, poi la decisione fallimentare di De Boer, il breve passaggio di Vecchi e poi la scelta è ricaduta su Pioli, l’uomo giusto per ritornare in corsa. Anche Moratti pur da semplice tifoso ha condiviso la sofferta decisione. Dall’altra parte c’è Montella, ambizioso e carismatico, una scommessa vinta di Galliani e Berlusconi. Il suo Milan, giovane, spregiudicato affamato, viaggia a ritmi importanti e si gode il terzo posto in classifica. Restano le incertezze però sul futuro di entrambi i club.

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