Ecco come vedere la sfida oggi lunedì 27 giugno 2016 alle 18



Tutto pronto per la sfida Italia Spagna di oggi lunedì 27 giugno 2016, da vedere in diretta streaming su PC, smartphone e tablet. Il fischio d’inizio di questa valida valida per gli ottavi di finale degli Europei 2016 è alle ore 18. Oltre che in diretta TV sui canali Sky e su quelli Rai ci sono soluzioni per la diretta live e sono offerte da Rai e Sky. Nel primo caso è sufficiente collegarsi al sito rai.tv, individuare e scegliere nelle voci di menu “Dirette TV”, selezionare Rai 1 nel successivo menu a tendina che si apre. Al termine di una manciata di secondi di pubblicità, inizierà il collegamento via streaming di Italia Spagna.

Su smartphone e tablet è poi possibile scaricare l’app gratuita rai.tv. Dopo averla installata è sufficiente fare clic su Rai 1 nella prima schermata in alto Dirette TV. Il suggerimento è di verificare con attenzione di essere collegati a una rete Wi-Fi poiché il consumo dati è notevole. Doppia possibilità con Sky per la diretta streaming di Italia Spagna di questo pomeriggio. La prima è l’app Sky Go, soli per abbonati. Anche se gratuitamente scaricabile e consente l’accesso anche al resto della programmazione Sky, la fruizione è legata alla sottoscrizione di un contratto con il canale satellitare. Quindi c’è la piattaforma web Now TV (ex Sky Online) per vedere Italia Spagna: non richiede alcun abbonamento ma è a pagamento. Il costo di una singola partita è di 9,99 euro.

«Se usiamo la ragione perdiamo». Mentre il crepuscolo della banlieu parigina annuncia quella che potrebbe essere la sua ultima notte da commissario tecnico azzurro, Antonio Conte sceglie l’elogio della follia per dare speranza all’Italia: «Se vogliamo vincere con la Spagna e compiere una vera e propria impresa», proclama ispirato il ct nella conferenza stampa della vigilia a Saint Denis, «dobbiamo andare al di là del prevedibile e pensabile, fare cose straordinarie». Cita involontariamente Erasmo da Rotterdam, Conte: o più banalmente Zaza, che per primo nel gruppo azzurro aveva parlato tempo fa di valore aggiunto della follia. Comunque pare sincero quando trasmette a tutti la sua convinzione. «I miei giocatori sono capaci di fare questo, e anche altro».

Sarà che è ai titoli di coda di un’esperienza totalizzante durata due anni, o forse è la trance agonistica: fatto sta che il ct prima della sfida da dentro o fuori degli ottavi di finale degli Europei – in programma oggi, alle 18, a Parigi – con i campioni in carica della Spagna manda messaggi (diretti e subliminali) con un’inconsueta aria da guru. E soprattutto modifica i piani d’appoggio del perenne dibattito tecnico. «La gara la dobbiamo vincere tutti insieme nella fase offensiva – spiega – è quando abbiamo palla che dobbiamo fare male alla Spagna. Stiano attenti, gli iberici: in fase possesso possiamo devastare chiunque», aggiunge il ct.

«La Spagna stia attenta a noi. Anche perché – scandisce – io non voglio tornare a casa. E lo stesso vale per tutti gli azzurri: l’Italia qui non è vittima sacrificale. È una sfida impari, ma il bello della vita è lavorare per sovvertire questo tipo di pronostici». Sarà chiamato ad affrontare la sfida più dura, contro una squadra che gli azzurri non battono dal 1994, facendo a meno di quello che probabilmente era il giocatore meno sostituibile di questa nazionale: Antonio Candreva, uno che ha spunto in velocità ma anche fosforo, dribbling e tiro. Perfetto con le sue ripartenze per mandare in difficoltà avversari piuttosto statici in difesa.

Fermo restando il 3-5-2 classico degli azzurri di Conte, l’infortunio muscolare che ha messo fuori causa il laziale dovrebbe indurre il ct a schierare nella formazione ormai collaudata Florenzi a destra, sostituito a sua volta a sinistra da uno tra De Sciglio (favorito) e Darmian. La tentazione di inserire El Shaarawy o addirittura Insigne, se c’è stata, è stata rinviata a situazioni contingenti a gara in corso. Ma il sogno azzurro di superare lo storico scoglio iberico oltre che di sana follia si alimenta anche di obiettive considerazioni di qualità dell’avversario: che è certo, come dice Conte, la squadra favorita per la gara di oggi.

Ma da molti viene considerata a fine ciclo, con un tiki taka meno stordente (complice il pensionamento di Xavi) e paradossalmente limitato nel passaggio dal falso nueve a un centravanti verissimo (tre gol finora) come Morata. Perché così spazio per le imbucate assassine ce n’è di meno. «È la finale di quattro anni fa – riprende Conte – e per una delle due squadre non ci sarà un domani all’europeo. Non dovremo avere recriminazioni, dovremo avere dato tutto: se poi l’avversario si dimostra più forte saremo i primi ad applaudire».

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