Il Canone Rai 2016 cambia veste: è una notizia che, ormai, ha fatto il giro del web. E non solo. Ma cosa cambierà in modo concreto? E, soprattutto, l’Agenzia delle Entrate può chiarirci qualsiasi dubbio a riguardo? Ecco cosa abbiamo scoperto.

Il canone Rai 2016: cosa cambia

Come abbiamo anticipato, il canone Rai cambia faccia: dal 2016 verrà inserito all’interno della bolletta della luce. L’importo, a questo riguardo, diminuirà di qualche euro: si passa dai 113,50 euro agli attuali 100 euro. La prima tranche verrà introdotta a luglio, e l’importo aggiunto in bolletta dovrebbe (salvo ultimi ripensamenti) attestarsi intorno ai 70 euro.

Le altre tre tranche, invece (da 10 euro ciascuna) dovrebbero essere ripartite entro la fine dell’anno. A partire dal 2017, però, si cambierà di nuovo: il canone Rai verrà suddiviso in 10 rate da 10 euro ciascuna spalmate nel corso dell’anno.

Tuttavia, in questi ultimi giorni, una domanda sta facendo letteralmente il giro del web: non tutti hanno una televisione in casa, oppure vivono in una casa in affitto e non utilizzano la tv. In questi casi bisognerà pagare ugualmente?

In realtà, leggendo tutte le informazioni sul sito delle Agenzia delle Entrate, abbiamo scoperto che è possibile effettuare un’autocertificazione ( fatta ai sensi dell’articolo 46 del d.p.r. numero 445 del 28 dicembre 2000). Quest’ultima va inviata con raccomandata a.r. all’Agenzia delle Entrate di Torino (oppure presso l’Agenzia più vicina alla nostra residenza).

CANONE RAI 2016: CHI E’ ESENTE? – Ma chi è esente da questa mini tassa? I pensionati con almeno 75 anni di età ed un reddito non superiore agli 8 mila euro sono esclusi dal suo pagamento, proprio come chi risiede con il coniuge che ha già provveduto al suo pagamento, oppure tutti i residenti in un’abitazione in affitto dove la bolletta della luce è intestata al titolare, e dove non è presente il televisore.

Ovviamente, è bene fare attenzione su una cosa: un’autocertificazione fasulla (fatta per evitare il pagamento del canone Rai) potrebbe farvi incorrere in beghe penali non indifferenti.

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