Ecco come vedere il match tra Nadal e Federer su smartphone, tablet, PC e Mac



C’è anche la diretta streaming della finale di tennis degli Australian di domenica 29 gennaio 2017, alle 9.30 (ora italiana), tra gli eventi sportivi di primo piano da vedere anche in diretta live. La rivalità tra Nadal e Federer è una delle più belle e longeve della storia dello sport e senz’altro la più coinvolgente: iniziata del 2004 a Miami, è arrivata al 35esimo episodio. Si tratta del match conclusivo del primo Slam. Così come per tutti gli appuntamenti sportivi, sconsigliamo di vedere il match con Rojadirecta o soluzioni simili da smartphone, tablet e PC, sia perché si tratta di una soluzione illegale e sia perché la qualità audio e video non è adeguata.

L’appuntamento ufficiale con la diretta TV è con Eurosport, raggiungibile sia via web e sia col l’app dedicata. Ci sono due promozioni adesso in vigore. La prima prevede la gratuità del primo mese e il costo di 6,99 euro da quello successivo. Il secondo ha un prezzo di 4,99 euro al mese ma con un vincolo di un anno. Tuttavia, sul satellite, soprattutto chi abita al confine, può fare un tentativo anche sul canale svizzero RSI La2 o su quello austriaco ORF. Altri punti di riferimento sono Hotbird 13 (13 gradi est) e Astra 1 (19,2 gradi est). Altri punti di riferimento per aggiornamenti in tempo reale sull’andamento della finale australiana sono l’account Twitter @AusOpen e a pagina Facebook AustralianOpen oltre che dal sito ufficiale del torneo www.ausopen.com.

È un classico del tennis da ormai 13 anni e che ha scritto tra le più belle e importanti pagine della storia dello sport: quello tra Roger Federer e Rafa Nadal. Saranno loro – 31 Slam in due (17 l’elvetico, 14 il maiorchino) – a giocarsi domani sui campi in cemento del Melbourne Park il primo Major 2017 e sarà la puntata numero 35 di una saga infinita, iniziata nel marzo 2004 a Indian Wells. Un amarcord in piena regola che vede lo spagnolo avanti negli scontri diretti (23-11) e nelle finali dei tornei Slam, in cui Nadal conduce 6-2 (lo svizzero ha vinto solo due finali a Wimbledon e perso 4 volte a Parigi e una volta sull’erba londinese e a Melbourne).

Per tutti era la finale più attesa e sognata, la giusta cartina di tornasole di un torneo che ha regalato fin dall’inizio sorprese a raffica, a cominciare dalle premature uscite di scena dei due grandi favoriti della vigilia, Andy Murray e Novak Djokovic, i nuovi gemelli del tennis moderno che nell’immaginario dei tifosi di tennis avevano preso il posto proprio di Federer e Nadal, 49 finali Slam in due (28 per il 35ennne svizzero, 21 finali per il mancino spagnolo). Ma per raggiungere in finale il suo storico rivale, Nadal ha dovuto faticare, è proprio in caso di dirlo, le sette camicie e impiegare 5 set e quasi 5 ore di gioco: alla fine ha avuto la meglio sul bulgaro Grigor Dimitrov, numero 15 del seeding, sconfitto 6-3 5-7 7-6 6-7 6-4. Ma cosa più importante, il trentenne maiorchino ha confermato di essersi lasciato alle spalle i guai fisici.

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