Verso l'allargamento del registro delle opposizioni



Contro il telemarketing selvaggio, vale a dire le chiamate indesiderate e pubblicitarie a ogni ora da parte dei call center delle aziende per commercializzare nuovi servizi e prodotti, che da anni si cerca di contrastare, gli operatori telefonici Vodafone, Wind, Fastweb e Telecom sono d’accordo con l’attivazione di nuove regole, come previsto in alcuni disegni di legge presentati al Senato. Gli strumenti per combattere il fenomeno sono l’allargamento del registro delle opposizioni ovvero la possibilità di non ricevere le telefonate, anche ai numeri non presenti sugli elenchi, cellulari in testa, e il ricorso a una sorta di black list delle aziende che non rispettano determinati requisiti.

I numeri del fenomeno delle telefonate pubblicitarie risaltano nel disegno di legge 2545: sono circa 115 milioni le linee telefoniche fisse e mobili presenti in Italia e di queste solo 13 milioni sono tutelate dal telemarketing selvaggio. Da quando nel 2011 è stato istituito il registro delle opposizioni, sono arrivate al Garante per la protezione dei dati personali oltre 23mila segnalazioni avverso le telefonate selvagge. Wind si dice d’accordo a estendere l’opportunità a tutti i cittadini ad accedere al registro delle opposizioni e propone una white list degli operatori virtuosi da fare insieme al Garante della privacy: «In questo modo tutte le aziende che fanno telemarketing ma che non rispettano certi requisiti non avrebbero la possibilità di essere contrattualizzate».

Telecom, hanno spiegato i dirigenti presenti all’audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato sulle telefonate pubblicitarie, è favorevole all’estensione del registro delle opposizioni a tutti i numeri, senza troppe limitazioni. Inoltre il gruppo telefonico propone, in linea con quanto stabilito dall’ultima Legge di Bilancio l’obbligo di iscrizione al Roc (Registro operatori di comunicazione) poiché «è fondamentale che questa regola non rimanga lettera morta e che per chi non si iscrive siano previste sanzioni e vere e proprie black list, che prevedano, per esempio, il ritiro dell’autorizzazione a operare».

Anche Vodafone, che ha attivato un sistema che registra nei sistemi la volontà dei clienti di non essere più contattati per finalità di telemarketing con le telefonate pubblicitarie, oltre a «operare in modo rigoroso la selezione di partner e agenzie che effettuano operazioni di telemarketing per suo conto», si dice d’accordo con la black list che potrebbe essere costruita grazie alle segnalazioni pervenute al Garante della privacy. Fastweb, infine, è favorevole non solo all’iscrizione dei numeri riservati nel Registro, ma auspica che vengano comunicati direttamente e periodicamente al Registro dagli stessi operatori, per essere iscritti senza una nuova attivazione del cliente.

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