Cresce il numero dei milionari su eBay, la più popolare piattaforma di aste online. Nei 12 mesi dello scorso anno c’è stato un aumento del 19% rispetto all’anno precedente. I cyber-paperoni italiani sono 105 venditori professionali sparsi su tutto il territorio che hanno fatturato almeno un milione di dollari grazie alle vendite effettuate sul marketplace online italiano. «Allargando l’orizzonte al periodo 2010-2015, nel pieno della crisi economica per l’Italia», sottolinea eBay, «la crescita appare ancora più significativa: il numero dei venditori milionari è diventato oltre cinque volte più grande. Trainano la crescita le categorie elettronica di consumo, ricambi auto e moto, casa e arredamento, abbigliamento».

A guidare la speciale classifica dei milionari è la Campania con il 30% delle imprese, seguita dalla Lombardia con il 18%. Chiudono il podio Puglia, Lazio e Sicilia che si classificano pari merito al terzo posto (8%). In totale sono ben 14 le regioni italiane che ospitano almeno un venditore milionario, distribuite su tutto il territorio nazionale: cinque del nord, cinque del centro e quattro di sud e isole. Nel mondo la community di eBay riunisce oltre 162 milioni di acquirenti attivi e 25 milioni di venditori. In Italia vanta oltre 5 milioni di acquirenti e oltre 30mila venditori professionali.

Questi numeri e questa situazione vanno inquadrati in un contesto più ampio che riferisce come in Italia si contino sempre meno artigiani mentre resistono i commercianti, ma in entrambi i casi i giovani sono un’esigua minoranza e anche le donne, almeno se si guarda ai titolari, rappresentano solo una piccola fetta. La roccaforte degli autonomi resta il Nord Ovest, con la Lombardia che svetta. A fare luce su un mondo che occupa circa quattro milioni di persone è questa volta l’Inps. Attingendo alla banca dati degli iscritti alla gestione separata, l’Istituto di previdenza aggiorna il suo Osservatorio al 2015 e certifica l’ennesimo relativo agli artigiani: dagli orafi ai fornai, dai laboratori di ceramica ai barbieri.

Dieci anni fa sfioravano i due milioni, ora sono scesi sotto la soglia di un 1,8 milioni. I commercianti invece, dai titolari di esercizi di rivendita agli agenti, si attestano a poco meno di 2,3milioni, pressoché stabili rispetto all’anno precedente, anzi con qualche unità in più. Ci sono però delle costanti che toccano entrambe le categorie. Gli under 30 rappresentano una quota ristrettissima: 6,4% nel caso degli artigiani e 8,4% per i commercianti. Inoltre la stragrande maggioranza è titolare della propria impresa, quindi si tratta di realtà molto piccole, fatte perlopiù da un massimo di due persone.

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