Cresce l’ecommerce in Italia, ma secondo una ricerca realizzata da idealo.it, il sito che consente di confrontare i prezzi online, le piattaforme di commercio elettronico propongono prezzi diversi a seconda del giorno della settimana. Il weekend è il momento in cui i prodotti sono più cari e non per caso. Gli utenti hanno più tempo per fare acquisti e i negozi online guadagnano aumentando di un 18% il costo degli articoli. Il meccanismo che regola queste variazioni è noto come prezzatura dinamica e si basa su diversi fattori, come la stagionalità, l’ora del giorno e i prezzi praticati dalla concorrenza, oltre alle abitudini dei consumatori.

Le tracce dei nostri acquisti e gusti, raccolte attraverso i social e i dati di navigazione, costituiscono un elemento prezioso per identificare il tipo di consumatore: anche il dispositivo da cui navighiamo fa la differenza perché chi usa un iPhone viene considerato un cliente con maggiore potere d’acquisto. Poi ci sono i dati raccolti e le statistiche elaborate dall’indagine annuale di DigitasLBi, gli italiani amano sempre di più fare i propri acquisti via web. Il rapporto Connected Commerce ha coinvolto 15 Paesi compreso il nostro. I risultati evidenziano che i nostri connazionali scelgono Internet sia per risparmiare sia perché comprare online sarebbe piacevole e divertente (87%).

Il 70% preferisce fare spese online via smartphone e c’è anche chi compra velocemente i propri articoli mentre sta facendo altro (47%). La maggior parte acquista prodotti come viaggi ed esperienze da fare nel tempo libero mentre chiacchiera con gli amici, per questo è fondamentale che siti e applicazioni siano semplicissimi da usare e senza trabocchetti. In poche parole non devono richiedere troppa attenzione. Tanti (ben l’84%) si affidano alle opinioni degli altri utenti. Infine, il 12% degli italiani che acquistano prodotti di moda lo fanno dal letto, una percentuale che cresce al 28% tra i più giovani.

Infine, Pro Publica, un’organizzazione giornalistica non profit, ha condotto un’inchiesta, riportata da Joon Ian Wong sul sito di informazione Quartz per verificare se davvero i prodotti presenti nella buy box di Amazon (gli acquisti suggeriti per l’utente) siano i più convenienti. Pare che non sia così. Acquistando questi articoli, la spesa sarebbe superiore del 20%, perché sulla piattaforma lo stesso prodotto è presente a prezzi più bassi. L’algoritmo che regola la presenza nella buy box sembra favorire soprattutto i prodotti Amazon o quelli che usano la logistica di Amazon, a scapito degli articoli di altri venditori. Amazon ha risposto all’inchiesta sottolineando come il prezzo più basso sia solo uno degli aspetti dell’essere al servizio dei clienti e contestando il sistema con cui sono stati raccolti i dati, ma senza chiarire davvero come e perché un articolo finisca o meno tra quelli consigliati.

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