Incertezza su bando, requisiti per la partecipazione e modalità di svolgimento



C’è ancora incertezza in merito ai tempi di pubblicazione del bando e di avvio, alle modalità di svolgimento e ai requisiti per la partecipazione al terzo ciclo del Tfa ordinario 2016. Alla base dei tanti punti interrogativi ci sono il nuovo regolamento sulle classi di concorso e il cronoprogramma del piano sulla buona scuola di Palazzo Chigi. I tempi non sono stati rispettati e di conseguenza anche il Tfa va verso un progressivo slittamento nella tempistica della sua attuazione.

Per quanto riguarda le graduatorie, si fa presente che le procedure di aggiornamento di quelle a esaurimento e di quelle di istituto di prima fascia si svolgeranno nel 2019. Idem per le graduatorie. L’appuntamento con quelle di istituto di seconda e terza fascia è invece imminente: che cesseranno i loro effetti al 31 agosto 2017 e saranno sostituite dalle nuove dal giorno successivo. La proroga delle validità delle graduatorie permanenti estende a 5 anni la validità degli elenchi attuali. Di conseguenza viene preclusa ai docenti ora compresi in questi elenchi la possibilità di far valere subito i punteggi maturati nel periodo di vigenza delle graduatorie e impedendo loro di trasferirsi in province con maggiori possibilità di assunzione.

Fino al 14 del 20 marzo 2016 c’è poi tempo per presentare, necessariamente via web collegandosi al sito del Ministero dell’Istruzione, domanda di iscrizione al concorso scuola per insegnanti. Ciascun candidato può avanzare istanza in una sola regione. I candidati che hanno i titoli per partecipare alle procedure concorsuali per la scuola secondaria e per il sostegno potranno presentare la domanda anche in una regione diversa da quella prescelta per il bando della scuola dell’infanzia e primaria e viceversa. I posti per la scuola dell’infanzia sono 6.933 e per la scuola primaria 17.299. Per la scuola secondaria sono 15.638 per il primo grado e 17.231 per il secondo grado.

In questo contesto occorre segnalare un’importante sentenza dei giudici della Corte d’appello di L’Aquila, secondo cui i precari hanno diritto al pagamento delle ferie. Il pronunciamento va nella scia dell’indirizzo giurisprudenziale già sentenziato dai Tribunali di Firenze e Torino. Secondo il collegio giudicante, nonostante il decreto della speding review abbia escluso la monetizzazione delle ferie per i dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato, stabilendo che devono essere fruite secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e comunque entro il termine di scadenza del contratto, per quanto riguarda il comparto scuola, le clausole contrattuali contrastanti con le disposizioni in vigore devono essere disapplicate dal primo settembre 2013.

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