Sono ufficialmente entrate in vigore le regole ufficiali che regolano l’attività svolta dai dipendenti fuori dall’azienda ovvero il lavoro da casa attraverso il cosiddetto smart working. Il lavoro agile premia gli obiettivi, viene assegnato un peso minore a tempi e luoghi e in parallelo uno spazio maggiore alla competitività. Ci si può sempre ripensare: il passaggio al lavoro agile è infatti risolvibile da entrambe le parti, con preavviso. In tal caso, la prestazione torna alle modalità di tempo e di luogo ordinarie. In linea di massima, il lavoratore agile, è scritto espressamente nelle nuove disposizioni sullo smart working, «ha diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore» a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi, nei confronti dei colleghi che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda. Il datore deve garantire salute e sicurezza, consegnando al lavoratore agile, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di impiego.

Smart working per lavorare a distanza: cosa c’è da sapere

Dove si lavora? L’attività viene svolta, con percentuali stabilite caso per caso, in parte dentro l’azienda e in parte fuori senza avere avere una postazione fissa. C’è quindi la possibilità di scegliere il luogo in cui lavorare.

Quale orario si applica? Nel complesso l’alternanza di lavoro svolto dentro e fuori l’azienda deve comunque rispettare i limiti massimi di orario giornaliero e settimanali previsti dalla legge e dai contratti collettivi.

Il lavoratore è sempre reperibile? No, nell’accordo che regola lo smart working sottoscritto tra azienda e dipendente devono essere indicati i tempi di riposo, e le modalità di disconnessione dagli strumenti di lavoro, quindi quando non deve essere contattato.

La retribuzione cambia? Si ha diritto a un trattamento economico non inferiore a quello riconosciuto a chi lavora solo dentro l’azienda e anche alle agevolazioni fiscali e contributive legate a incrementi di produttività.

Ci sono meno controlli? Non andare in azienda non significa avere massima libertà. Sempre nell’accordo di smart working vengono individuate le modalità con cui il datore di lavoro verifica l’attività svolta e i comportamenti sanzionabili.

Quali regole per la sicurezza? Il datore di lavoro deve informare il dipendente sui rischi generali e specifici legati all’attività svolta. Il lavoratore deve cooperare con l’azienda per attuare le misure di prevenzione dei rischi.

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