Dietro Mountain View c'è Sas, quindi la W.L. Gore

La prima conclusione è che nessuna azienda italiana è entrata nella classifica dei luoghi di lavoro migliori o più desiderabili compilata dalla rivista Fortune. E neanche nessuna sorpresa al vertice. Per il quarto anno di fila Google è infatti il posto più celebrato dai propri dipendenti. La classifica si basa su migliaia di interviste a impiegati di centinaia di società in tutto il mondo. Al secondo posto c’è Sas, gruppo che si occupa di sviluppo software, mentre al terzo chiude il podio un’altra azienda americana, la W.L. Gore che come Sas ha intorno ai diecimila dipendenti (nulla a confronto dei 56mila di Google) e si occupa di tessuti: è il produttore di Gore-Tex.

Nei primi dieci posti ci sono anche la società di assicurazioni tedesca Daimler Financial Services al quinto posto, Adecco al settimo e il gruppo che produce Autocad, Autodesk, all’ottavo posto. Tre le catene di hotel presenti nei 25: Hyatt Hotels (undicesimo posto), Accor (tredicesimo) e Hilton (17esimo). Il gruppo che produce Illustrator e Photoshop, Adobe, è 22esimo. Sono rappresentati quasi tutti i settori. Il produttore di alcolici Diageo (Guinness, Johnnie Walker) occupa, invece, la diciannovesima posizione, mentre Mars, colosso dolciario, è alla 12esima posizione. Per quanto riguarda le banche quest’anno ne entra in classifica solo una, la canadese Scotiabank. Chiude la classifica, al 25esimo posto, Armerican Express.

Il tutto mentre si registra la decisione di Apple di trasferire dal Lussemburgo ad HollyHill, vicino a Cork, il business internazionale di iTunes: asset dal valore di 9 miliardi di dollari, stando a quanto riportato nei giorni scorsi dal giornale irlandese The Business Post, che dovrebbe portare all’Irlanda decine di milioni di euro di Iva. La notizia del trasferimento era stata confermata da Apple il mese scorso, quando la compagnia aveva annunciato che le attività legate a iTunes, con i negozi online di contenuti per oltre cento nazioni, sarebbero state gestite nel suo campus di HollyHill. La decisione – ha osservato il giornale irlandese – è arrivata in seguito ai cambiamenti europei sull’Iva che hanno fatto cessare i vantaggi del tenere la proprietà intellettuale in Lussemburgo, dove il business di iTunes era presente dal 2004.

Nel frattempo l’azienda di Cupertino fa registrare un calo di utili e fatturato. A metterlo nero su bianco sono i risultati finanziari del quarto trimestre dell’anno fiscale 2016. Più nel dettaglio, gli utili sono diminuiti del 19% a 9 miliardi di dollari, pari a 1,67 dollari per azione contro gli 1,66 previsti. Il fatturato è a sua volta diminuito del 9% a 46,90 miliardi, smentendo così le previsioni di 46,94 stimati.

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