La domanda deve essere presentata esclusivamente via web



Da questo 2016 c’è anche l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione, corrisposto ai disoccupati che hanno percepito la Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) per la sua durata massima e continua a trovarsi una condizione economica di bisogno. Più precisamente l’Asdi, che non può essere percepito per più di sei mesi, è pari al 75% dell’ultima indennità Naspi con aumenti nel caso di figli a carico: 89,70 euro per un figlio; 116,60 euro per due figli; 140,80 euro per tre figli; 163,30 euro per quatto o più figli.

A proposito di disoccupazione, anche per quest’anno è in vigore il Dis Coll, l’indennità per i professionisti disoccupati iscritti alla gestione separata dell’Inps e collaboratori coordinati e continuativi e a progetto. L’assegno staccato dall’Istituto di previdenza è pari al 75% del reddito medio mensile e deve essere richiesto, per via telematica, entro 68 giorni dall’interruzione del rapporto di lavoro.

La domanda per l’Asdi 2016 deve essere presentata esclusivamente via web all’Inps. Gli strumenti utilizzabili sono tre. C’è la Rete vera e propria ovvero i servizi telematici fruibili sul sito ufficiale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale tramite il Pin. C’è il contact center raggiungibile allo 803164 da rete fissa o allo 06-164164 da cellulare. Nel primo caso il servizio è gratuito, nel secondo è a pagamento in base al proprio piano tariffario. Infine ci sono i patronati e gli intermediari dell’Istituto che non fanno altro che utilizzare i servizi telematici al posto del cittadino.

Proprio nei giorni scorsi, l’Inps ha chiaro che le indennità di disoccupazione Naspi e le prestazioni integrative del salario sono interamente cumulabili con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro di tipo accessorio nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile, rivalutabile annualmente sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Nel caso di superamento del limite di 3.000 euro per anno civile dev’essere applicata la disciplina ordinaria sulla compatibilità ed eventuale cumulabilità parziale della retribuzione con la prestazione di disoccupazione.

In particolare, il beneficiario dell’indennità Naspi è tenuto a comunicare all’Inps entro un mese, rispettivamente dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di Naspi, il compenso derivante dall’attività citata. Nel caso di compensi da lavoro accessorio che rientrano nel limite dei 3.000 euro annui, il beneficiario dell’indennità Naspi non è tenuto a comunicare all’Inps in via preventiva il compenso derivante dall’attività in questione. Invece, la comunicazione andrà resa, prima che il compenso determini il superamento del limite di 3.000 euro, anche se derivante da più contratti di lavoro accessorio stipulati nel corso dell’anno per la decadenza dall’indennità Naspi.

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