Appuntamento il 2 novembre tra organizzazioni sindacali e Ministero dell'Istruzione

I grandi temi della scuola non sono affrontati dal Ministero dell’Istruzione con la stessa solerzia. Il caso più evidente è quella del Tfa terzo ciclo, la cui attivazione si sta facendo attendere. Stando alle ultime notizie, il Miur è comunque al lavoro per la definizione di un bando che risponda ai reali bisogni delle regioni. Tuttavia non c’è una tempistica ben precisa sui tempi di pubblicazione. Di conseguenza tutti i dettagli sul nuovo Tfa terzo ciclo ovvero requisiti di partecipazione e modalità di svolgimento sono rinviati a tempo indeterminato. Tuttavia di segnala che il 2 novembre 2016, organizzazioni sindacali e Ministero dell’Istruzione si incontreranno per la terza volta in questo autunno e potrebbero saltare fuori notizie ufficiali sul Tfa terzo ciclo.

C’è poi una novità importante per il mondo della scuola. La riforma della scuola dell’infanzia, in via di approvazione, prevede che le insegnanti dovranno essere laureate. In aggiunta, sono in arrivo quasi 245mila nuovi posti per i bambini. La legge 0-6, così denominata perché interessa la fascia di età prima dell’accesso alla scuola elementare, sarà varata in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Nella bozza del testo è scritto nero su bianco che tutte le maestre dovranno possedere un titolo di studio universitario. La norma non è retroattiva ovvero le maestre già in attività non dovranno abbandonare il posto di lavoro e non saranno costrette a laurearsi.

Come argomentato dalla senatrice Francesca Puglisi, membro della Commissione VII istruzione pubblica e prima firmataria della legge 0-6, «contiamo di far partire i primi corsi tra un anno. Verrà insediata una Commissione di esperti per emanare le linee guida. A quel punto il servizio sarà uguale per tutti e si ispirerà ai modelli di eccellenza per la formazione come Reggio Children o come i progetti avviati in Toscana e a Torino. L’impegno è anche quello di offrire un buon servizio educativo a un maggior numero di famiglie, in linea con la strategia di Lisbona».

In questo contesto, se la legge di Bilancio dovesse andare in porto così come uscita da Palazzo Chigi dovrebbe portare, a partire dal prossimo anno scolastico, all’assunzione di migliaia di docenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Saranno circa 25mila gli insegnanti che già oggi lavorano nelle scuole (da supplenti) che dal primo settembre 2017 dovrebbero firmare un contratto a tempo indeterminato, passando dagli elenchi dell’organico di fatto a quelli dell’organico di diritto; di questi, cinquemila saranno quelli di sostegno, figure sempre più carenti nella scuola attuale. Con l’impegno, nei prossimi tre anni, di assumere anche il maggiore numero possibile di docenti precari rimasti in seconda fascia e di mettere in cantiere nuovi concorsi più mirati.

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