Chiesto anche il contenimento dei costi a un massimo di 1.200 euro

Mentre si resta in attesa di novità sul Tfa terzo ciclo dalle nuove sessioni di incontri tra Ministero dell’Istruzione e sindacati, prosegue la raccolta firma per la presentazione di una petizione online da inviare al presidente del Consiglio dei Ministri e allo stesso ministro dell’Istruzione. Oggetto della proposta, a cui mancano un migliaio di sottoscrizioni per raggiungere l’obiettivo di 10.000, è l’abolizione del numero chiuso al prossimo Tfa che, a quanto pare, potrebbe essere anche l’ultimo. Alla base di questa richiesta c’è la resa obbligatoria dell’abilitazione per la partecipazione ai futuri concorsi per insegnanti e per i prossimi inserimenti nelle graduatorie d’istituto.

Nel nome del “diritto a specializzarsi“, viene anche invocato il contenimento dei costi per la partecipazione “a un massimo di 1.200 euro“. E siccome il Ministero dell’Istruzione ha intenzione di cambiare il percorso per i conseguimento dell’abilitazione, i proponenti della petizione online suggeriscono di introdurre il Master abilitante all’insegnamento al termine della laurea magistrale “che rispetti i criteri basilari – si legge – ai fini di un possibile riconoscimento all’estero (quindi il conseguimento di 60 CFU + durata di 1500 ore + tirocinio) gestito in autonomia da ogni università con cadenza annuale e in linea con i costi degli altri corsi abilitanti europei (che difficilmente superano i 1200 euro)“.

Dopodiché, attraverso il concorso a cattedra “sarà possibile selezionare i docenti più meritevoli, capaci di rendere operativa la loro formazione didattica acquisita durante il master“. Il testo completo con la richiesta dell’abolizione del numero chiuso per l’accesso al Tfa terzo ciclo è presente alla pagina www.change.org/p/miur-tfa-iii-ciclo-no-al-numero-chiuso, attraverso cui è anche possibile sottoscrivere la petizione indicando nome, cognome e indirizzo di posta elettronica. Tra l’altro la pagina è condivisibile via Facebook.

La stretta attualità passa invece dell’invenzione del Ministero dell’Istruzione della paghetta digitale. Si tratta di IoStudio Postepay, prepagata ricaricabile in uffici postali, via Atm, dal sito postepay o dai tabaccai, destinata ai ragazzi tra 14 e 18 anni ma a carico dei genitori. La card è utilizzabile sia per gli acquisti fino a 2.500 euro annui, sia per prelevare contanti fino a 1.000 euro annui. La carta del Miur e di Poste consente di avere sconti e agevolazioni per cinema, teatri, telefonia, Internet, viaggi, hotel e ostelli, musei, impianti sportivi, libri, parchi. Si può attivare online, ma contenuti a luci rosse, giochi sul web e alcol restano interdetti.

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