Le nuove disposizioni fanno discutere e creano spaccature



L’impressione è che più che al Tfa terzo ciclo, il Ministero dell’Istruzione stia pensando esclusivamente alle future forme di abilitazione all’insegnamento dei docenti italiani, passaggio preliminare per la partecipazione ai concorsi. La novità è chiara: se prima per essere assunti serviva l’abilitazione, adesso funziona al contrario. Stando a quanto messo nero su bianco, infatti, dal 2020 si conquisterà il ruolo solo dopo aver vinto un concorso biennale su base regionale, a cui sarà proposto un contratto triennale retribuito di formazione e tirocinio. E con compenso crescente: 400 euro al mese per 10 mesi al primo anno, 400 euro più il corrispettivo per eventuali supplenze all’anno; 34.400 euro per 12 mesi al terzo anno.

Ma attenzione, sempre al netto del Tfa terzo ciclo, di cui si attendono le indicazioni definitive, gli aspiranti insegnanti di ruolo possano iscriversi ai corsi di specializzazione in sovrannumero pagando ovvero accollandosi le spese di frequenza. Significa che ai prossimi Tfa (o in qualunque altro modo si chiameranno) staranno spalla a spalla i vincitori del concorso e i bocciati che hanno pagato con la speranza di essere assunti nella scuola privata. Si creerà una spaccatura tra insegnanti di serie A e insegnanti di serie B? Ma c’è un’altra conseguenza da tenere in considerazione: con la specializzazione e l’abilitazione in tasca, se i candidati bocciati al concorso dovessero fare ricorso al Tribunale amministrativo per l’ammissione al percorso di tirocinio nelle scuole pubbliche, vedrebbero riconosciute le loro ragioni?

Cosa prevede allora in definitiva il nuovo percorso messo a punto dal governo Gentiloni e consultabile online? Per essere immessi in ruolo alle medie e superiori con le nuove regole sarà necessaria la laurea magistrale, con almeno 24 crediti in discipline psicopedagogiche e didattiche, e la conoscenza dell’inglese di livello B2. Un concorso bandito ogni due anni – per il primo sono previsti 20.893 posti a fronte di una platea di 255mila candidati – darà accesso al percorso di formazione: un corso universitario di un anno e due anni di tirocini retribuiti. I docenti della scuola paritaria potranno seguire la formazione anche se bocciati al concorso, ma lo faranno a spese proprie. Questo perché le scuole private, dice la Costituzione, possono essere istituite senza oneri per lo Stato.

In sintesi, il nuovo provvedimento che regola le immissioni in ruolo alle medie e superiori prevede, dal 2020, per i vincitori di concorso tre anni di formazione retribuita. La retribuzione sarà progressiva e regolata dal contratto nazionale. Circa 400 euro al mese per 10 mesi il primo anno; 400 euro al mese più il corrispettivo di eventuali supplenze brevi il secondo; 34.400 euro lordi per 12 mesi (pari a una supplenza annuale) il terzo anno.

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