Si avverte la continua sensazione dell'imminenza del rilascio di notizie ufficiali

Fino a che punto occorre dare credito alle parole del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che solo qualche giorno fa ha assicurato sull’attivazione del terzo ciclo del Tfa? «L’attuazione di un altro ciclo sarà imprescindibile», ha solennemente affermato solo pochi giorni fa. Ma le dichiarazioni fanno a pugno con la realtà e oggi, entrati nella seconda metà del mese di settembre, ci sono solo incertezze sul Tfa. A quelle relative ai tempi di pubblicazione dell’atteso bando che dovrebbe fare chiarezza modalità di accesso, sui requisiti di partecipazione, sulle classi di concorso e soprattutto sulle date, si sono aggiunte in queste ultime ore anche quelle sull’effettiva attivazione.

La sensazione che si avverte (ma ormai da troppo tempo) è l’imminenza del rilascio di notizie ufficiali sul Tfa terzo ciclo da parte del Ministero dell’Istruzione. Nel frattempo il Miur raccoglie i frutti dell’intesa raggiunta con Microsoft per rilanciare l’innovazione didattica nelle scuole, l’orientamento degli studenti e il coinvolgimento di docenti e dirigenti. Sono infatti trentamila i docenti già formati alle nuove tecnologie, a cui se ne aggiungeranno altri ottomila con la nuova iniziativa “Animatori digitali lab”. «Il Piano per la Scuola Digitale è un pilastro della riforma – ha detto il ministro Giannini – si tratta di un grande investimento, di energie e di risorse, per dotare i nostri giovani degli strumenti per comprendere l’innovazione, governarla con spirito critico».

Le ultime notizie sul mondo della scuola passano invece dalla vicenda dello studente a cui era stata negata l’iscrizione alla prima media dell’istituto Flavio Torello Baracchini di Villafranca in Lunigiana (Massa Carrara), perché la classe era troppo affollata. Ma il Ministero dell’Istruzione ha imposto al preside di inserire il ragazzo tra gli alunni della scuola. «Il bambino di 11 anni potrà frequentare l’istituto», dichiarano da Viale Trastevere. E per la famiglia del ragazzino finisce un incubo. A scuola ieri pomeriggio sono arrivati gli ispettori regionali inviati dal ministero per capire le motivazioni del dirigente scolastico Roberto Cecchi, irremovibile sulla decisione, presa a fine agosto, di non accettare il nullaosta del ragazzo.

L’undicenne proveniva da un altro istituto, della Garfagnana, dove aveva frequentato le scuole elementari e la prima media, perdendo però l’anno. Secondo il dirigente, come riportato dal legale della famiglia, avvocato Raffaella Lornia, «aggiungere un altro studente all’interno di una classe di 23 persone, quando la circolare ministeriale ne prevede soltanto 20, potrebbe pregiudicare il rendimento di tutti gli alunni». Per questo l’iscrizione era stata negata. Nonostante il no, il 15 settembre scorso, alla riapertura delle lezioni per il nuovo anno scolastico, lamadreaveva accompagnato lo stesso il figlio a scuola. Ma il ragazzo è stato allontanato dopo le prime ore di lezione. Al mattino il ragazzo è arrivato al Baracchini accompagnato anche dall’avvocato, e di nuovo non l’hanno fatto entrare. Poi la svolta.

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