Sono tante le novità attese in questo 2017, a iniziare dalla definizione di quel Tfa terzo ciclo, rispetto al quale il nuovo ministro dell’Istruzione va nella scia di chi l’ha preceduto. Nelle sua prime uscite pubbliche (e private) non ha confermato la sua attivazione, ma senza neanche dichiarare conclusa questa esperienza. L’impressione è che stia prendendo tempo e, anche senza ufficialmente citare la questione Tfa terzo ciclo e più in generale la posizione dei precari italiani o comunque degli aspiranti docenti, è che non stia sottovalutando l’importanza della formazione. Certo, le prospettive a corto raggio di questo nuovo esecutivo non incoraggiano a progetti a lunga scadenza, ma il 2017 dovrebbe essere comunque l’anno del nuovo Tfa.

Non solo, ma sono tante altre le novità nel mondo della scuola. Tanto per cominciare nuove modalità per il trasferimento dei docenti. L’intesa politica sottoscritta tra Natale e Capodanno da Ministero dell’Istruzione e organizzazione sindacali dovrebbe portare, entro questo mese alla firma di un contratto integrativo di mobilità del personale docente nell’anno scolastico 2017-2018. Più nel dettaglio è in arrivo la norma che consente agli insegnanti di chiedere il trasferimento senza restare tre anni nello stesso istituto. Per agevolare il rientro nelle province di appartenenza da parte dei docenti immessi in ruolo lo scorso anno, la quota delle disponibilità da destinare alla mobilità interprovinciale aumenta del 5%. Resta invece aperta la partita della chiamata diretta dei professori da parte dei presidi, rispetto a cui si va verso il dimezzamento dei poteri e a una maggiore importanza assegnata al collegio dei docenti.

Sempre in tema di scuola, con il nuovo anno dovranno vedere la luce le nove leggi delega. Le norme attuative riguardano diversi ambiti della riforma: dalla revisione del percorso formativo a quello del sostegno, dalla riforma del reclutamento a quella della formazione, da cui dipende appunto il destino ovvero la configurazione del nuovo Tfa terzo ciclo. Il 2017 sarà inoltre l’anno dei concorsi: si concluderà quello per oltre 63mila nuovi docenti e nelle prime settimane del nuovo anno dovrebbe essere pubblicato il bando del concorso per dirigenti. Il 2017 potrebbe essere ricordato poi come l’anno del nuovo contratto di categoria, fermo dal 2009.

A fine novembre, il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, e i sindacati hanno raggiunto una intesa che sblocca la contrattazione per 3,3 milioni di dipendenti pubblici. L’accordo mette sul piatto 85 euro al mese. Nel 2017 andrà a poi regime il bonus annuale da 500 euro per l’aggiornamento professionale. Ma attenzione agli sviluppi giudiziari: dopo i duri colpi alla riforma Madia sulla pubblica amministrazione, la Consulta ha cominciato a interessarsi anche della riforma della scuola. E lo dimostra accogliendo il ricorso presentato dalla Regione Puglia. Incostituzionali anche le norme contenute nella legge 107 del 2015 che attribuiscono al governo la facoltà di distribuire autonomamente le risorse alle regioni per la costruzione di nuove scuole e la messa in sicurezza di quelle esistenti.

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