Si resta in attesa di aggiornamenti sul nuovo Tfa ordinario 2016

Il Ministero dell’Istruzione gioca forte sulla formazione. E così da una parte si resta in attesa di scoprire se la riunione con le organizzazioni sindacali possa portare novità sul fronte del Tfa terzo ciclo e dall’altra la formazione in servizio non sarà più un optional per gli insegnanti. Ma se sul primo versante i dubbi sono maggiori sulle certezze poiché, al di là delle tempistiche, si registra un silenzio pressoché totale da Viale Trastevere, per chi una cattedra ce l’ha già, le idee sono invece chiare. Il Ministero dell’Istruzione ha deciso di mettere sul tavolo della formazione una somma complessiva di 325 milioni di euro per renderla «obbligatoria, permanente e strutturale».

Una cifra che si aggiunge agli 1,1 miliardi di euro già previsti per la Carta del docente facendo arrivare a 1,4 miliardi nel periodo 2016-2019 le risorse destinate all’aggiornamento professionale del corpo insegnante. Il Piano nazionale per la formazione degli insegnanti, «perfezionabile nel tempo», è stato presentato ieri dal ministro dell’Istruzione alla presenza di rappresentanti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, e dell’Istituto nazionale dell’educazione di Singapore. Nessun riferimento è stato fatto sulle prospettive relative al Tfa terzo ciclo.

Saranno coinvolti nel piano tutti i docenti di ruolo (ma sono previste azioni formative per la complessità del personale scolastico) per un totale di circa 750mila persone tirate in ballo. Nove le priorità tematiche: dal digitale alle lingue, dall’alternanza scuola-lavoro, all’inclusione, alla prevenzione del disagio giovanile, all’autonomia didattica. «Ci si allinea ai migliori standard internazionali», «è un passo decisivo per il miglioramento della qualità» e rappresenta «una inversione di tendenza netta» ha spiegato il ministro sottolineando che nel triennio 2013-2016 sono stati investiti su questo capitolo appena 18,5 milioni.

Ogni docente avrà un portfolio digitale che raccoglierà esperienze professionali, qualifiche, certificazioni, attività di ricerca e pubblicazioni. Le attività formative saranno coerenti con il progetto didattico di ciascun istituto. Si accennava all’incontro di oggi pomeriggio tra rappresentanti del Miur e dei sindacati della scuola. Ebbene, Tfa a parte, nel menu del confronto ci sono i temi chiave della mobilità territoriale, dello svolgimento delle procedure concorsuali, delle assunzioni e delle dotazioni organiche del personale Ata.

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