Non c'è solo il nodo del nuovo Tirocinio formativo attivo 2016

Verrebbe da dire che siamo davanti a uno dei soliti paradossi italiani: il destino del Tfa terzo ciclo, passaggio preliminare per partecipare ai futuri concorsi per insegnanti, è tutto da definire, ma nel frattempo il Ministero dell’Istruzione non rinuncia ad assegnare a docenti precari le cattedre nelle scuola italiane. Per avere un’idea è sufficiente leggere la bozza della legge di Bilancio del governo, da cui viene fuori come la copertura dei posti in organico continuerà a essere realtà. A quanto pare, tra i nodi ancora da sciogliere non c’è solo quello dei tempi dell’attivazione del nuovo Tfa ordinario 2016, ma anche della trasformazione della norma sull’organico di fatto in organico di diritto.

Carta canta e così, accanto alla totale assenza di previsione relativa al Tfa terzo ciclo (ma naturalmente si sapeva già alla vigilia), si legge: “Per il rafforzamento dell’autonomia scolastica e il conferimento di un maggior grado di certezza nella pianificazione del fabbisogno di personale a tal fine necessario, è iscritto nello stato di previsione del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, un fondo con una dotazione di 140 milioni di euro per l’anno 2017 e 400 milioni a decorrere dall’anno 2018, da destinare all’incremento dell’organico dell’autonomia di cui all’articolo 1, comma 201, della legge 13 luglio 2015, n. 107“.

Nel testo ufficiale della bozza della legge di Bilancio che sta facendo il giro del web, si legge all’articolo 58 (Organico di fatto e conferma comandi) che “l’incremento della dotazione avviene in misura corrispondente a una quota di posti derivanti, in applicazione dei vigenti ordinamenti didattici e quadri orari, dall’accorpamento degli spezzoni di orario aggregabili fino a formare una cattedra o un posto interi, anche costituiti tra più scuole. Detta quota viene sottratta dal contingente previsto in organico di fatto all’articolo 1, comma 69, della medesima legge 13 luglio 2015, n. 107“.

Tfa terzo ciclo e assunzioni a parte, la strettissima attualità dalla parti del Ministero di Viale Trastevere passa dal piano di formazione rivolto alle scuole dei territori interessati, per fornire informazioni utili alla gestione del rischio sismico, alla conoscenza del proprio territorio e alla sicurezza degli edifici. In collaborazione con la Protezione civile e con l’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), il Miur ha dato il via libera ala diffusione nelle aree colpite dal sisma delle azioni del Piano nazionale per la scuola digitale che ha visto già l’organizzazione di due eventi e che garantirà anche la presenza di fablab mobili.

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