Succede che l’appuntamento con l’attivazione del Tfa terzo ciclo viene rinviato di settimana in settimana suscitando perplessità e ire negli atenei italiani. E succede anche che quello del 2016-2017 sarà l’ultimo Tfa ordinario. Poi, come ha spiegato il Ministero dell’Istruzione, ci saranno altre modalità di abilitazione all’insegnamento. Ma succede anche, Tfa a parte e rispetto a cui il mese di settembre dovrebbe essere quello decisivo per la pubblicazione del bando, è ufficialmente scattato l’allarme per carenza di insegnanti ovvero per le bocciature al concorsone. Tuttavia il 15 settembre suonerà regolarmente la campanella d’inizio delle scuole.

È quanto ha assicurato ieri il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, dopo le polemiche sollevate da un’inchiesta secondo la quale, nonostante il cosiddetto concorsone, resteranno scoperte 23mila cattedre. «Per questo governo – ha aggiunto Toccafondi – la scuola è importante e dopodecenni di tagli ha investito 3 miliardi e assunto a tempo indeterminato quasi 170mila docenti». Toccafondi è tornato sulla migrazione del corpo insegnanti: «Certo non tutti sono contenti della destinazione ma non è possibile spostare i ragazzi dove ci sono più insegnanti. È importante però ribadire che il governo sta investendo nella scuola».

L’allarme sull’inizio a rischio per l’anno scolastico è arrivato da un’indagine di Tuttoscuola sugli esiti del concorso per i docenti. Se l’obiettivo era quello di coprire 63mila posti, sono invece poco più di 40mila gli insegnanti vincitori, che potranno salire in cattedra, con un buco dunque di 23mila unità. Alla severità della selezione si è aggiunto anche il fatto che «per molte classi di concorso ci sarà un eccesso di candidati vincitori, soprattutto in Campania e Lazio, che però non potranno andare ad insegnare nelle regioni dove i posti sono vacanti, soprattutto al Nord». Nell’indagine si sottolineano anche alcuni ritardi nella conclusione dell’iter dei concorsi: «Sono oltre 300 le graduatorie di merito finali che arriveranno fuori tempo massimo», ovvero dopo il 15 settembre.

Il sindacato si è difeso criticando chi punta il dito contro la scarsa preparazione degli insegnanti. Maddalena Gissi, segretario generale Cisl Scuola, ha voluto mettere l’accento sul fatto che «questa procedura concorsuale» è «piena di limiti e difetti». Diversa invece la polemica della Lega. «Come mai in Lombardia la percentuale di insegnanti risultati non idonei sia del 70% mentre in altre Regioni è anche al 31%? Troppa severità di giudizio in Lombardia o manica larga nelle altre Regioni?», si è chiesto il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli.

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