Via libera al concorso per presidi

Il Ministero dell’Istruzione ha resto note le priorità politiche per il 2017 e ci sono alcune interessanti novità. Anticipiamolo subito: nelle tre pagine del documento ufficiale su cui il ministro ha messo in calce la firma, non c’è spazio per il Tfa terzo ciclo ma ce n’è molto per la formazione. Più esattamente, via libera al rafforzamento dell’autonomia scolastica, al potenziamento della formazione degli insegnanti e del personale in servizio nella scuola, all’incentivazione dell’inclusione scolastica attraverso l’uso di nuove tecnologie e allo svolgimento dei concorsi per dirigente scolastico e direttore dei servizi amministrativi.

Proprio quest’ultimo è uno dei passaggi chiave poiché dimostra la doppia velocità del Miur. Se sul Tfa terzo ciclo il Miur procede con il freno a mano tirato, Il ministro dell’Istruzione ha deciso di prendere di petto il fenomeno delle reggenze ed entro l’anno, dopo una serie di rinvii, è pronta a bandire un nuovo corso concorso per dirigenti scolastici. Porte aperte a 1.500 nuovi presidi dopo che il Consiglio di Stato ha accesso semaforo verde al regolamento). L’obiettivo è coprire tutti i posti vacanti e disponibili quest’anno, e anche quelli che si libereranno nei prossimi tre per effetto del turn over. Secondo le stime del Ministero si tratta di mettere a bando 1.500 posti e, se tutto andrà liscio, si riuscirà così a limitare le reggenze (oggi circa 1.400) ai soli 335 istituti sotto dimensionati, che per legge non possono essere diretti da un preside di ruolo.

In attesa di capire il destino del nuovo Tfa terzo ciclo, non mancano episodi di cronaca che coinvolgono il mondo della scuola e alimentati dalla viralità dei social media. Questa volta ha scelto il basso profilo la prof del liceo Marco Polo di Venezia che si augurava «morissero tutti i migranti». Ha chiesto scusa alla scuola e ha oscurato la propria pagina Facebook. Ma questo non la metterà al riparo delle conseguenze disciplinari che il Miur sta valutando per lei. La docente Fiorenza Pontini – ha fatto sapere il Ministero dell’Istruzione – è già al centro di due procedimenti disciplinari. «L’amministrazione – ha spiegato il Miur – è intervenuta in modo tempestivo sul caso del quale è stata interessata anche la Procura della Repubblica di Venezia».

E dall’ufficio giudiziario è arrivata la conferma: «Stiamo valutando se sulla base dei fatti ci sono elementi di rilevanza penale», ha detto il procuratore Adelchi d’Ippolito. Intanto, dopo il clamore mediatico per quelle frasi violente e razziste contro tutto e tutti – i migranti, i loro figli, i musulmani, il premier Renzi, la presidente della Camera Boldrini – la docente è adesso a casa. Ha telefonato alla preside del liceo Marco Polo, dove insegna inglese, spiegando che non se la sentiva di presentarsi a scuola. «Mi ha telefonato – ha riferito la dirigente Annavaleria Guazzieri – e sembrava molto dispiaciuta. Mi ha chiesto scusa». La preside Guazzieri ha solo avuto conferma che le frasi xenofobe e razziste le aveva scritte sul suo profilo Facebook in estate.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 27 Media: 3.2]

NESSUN COMMENTO

Rispondi