I tempi per l'attivazione del Tfa 2017 rischiano di dilatarsi ulteriormente



Ci sono due date relative al Tfa terzo ciclo da segnare sul calendario. Se la questione è strettamente legata alle deleghe che il governo Gentiloni è chiamato ad approvare, tra cui quella relativa al reclutamento, anticamera per l’approvazione del Tfa 2017, allora vale la pena ricordare le scadenze procedurali. La prima è quella del 15 gennaio 2017, ultimo giorno utile per l’adozione in via ordinaria dei decreti legislativi in materia di istruzione. La seconda è quella del 16 aprile 2017, a cui starebbe puntando il ministro dell’Istruzione, ovvero con 90 giorni di proroga per l’esercizio della delega. Quest’ultimo scenario si verifica se le commissioni competenti ritardano nell’espressione dei pareri richiesti sui contenuti e sulla sostenibilità economica.

Di conseguenza i tempi per l’attivazione del Tfa terzo ciclo rischiano di dilatarsi all’inverosimile rispetto alle aspettative iniziali. Il tutto mentre fanno ancora discutere quei numeri che raccontano di 250mila docenti (207mila di ruolo e il resto precari) che hanno cambiato cattedra in quest’anno scolastico. Per effetto del valzer delle cattedre 2,5 milioni di studenti hanno dovuto cambiare almeno un professore rispetto allo scorso anno. Si tratta degli effetti della mobilità: dopo i trasferimenti, migliaia di insegnanti sono riusciti ad avere il riavvicinamento a casa. Non solo, ma dati alla mano, nelle scuole dove si verifica una forte rotazione dei docenti, il rischio delle bocciature e degli abbandoni aumenta.

Il rapporto completo si trova sul portale tematico Tuttoscuola.com. Il dossier fa emergere come fra i 207mila insegnanti trasferiti, almeno 130mila sono del Sud. Il sito ha un notiziario quotidiano ed è rivolto al mondo dell’educazione scolastica a 360 gradi: dalla scuola dell’infanzia all’università, dalle preoccupazioni dei genitori alle aspirazioni dei ragazzi, dalla scuola statale alla paritaria all’istruzione e formazione professionale. Tuttoscuola è anche una rivista periodica, fondata nel 1975 da Alfredo Vinciguerra, rivolta non solo agli insegnanti ma anche a genitori e agli studenti, che affronta – con taglio giornalistico e rigore scientifico – i principali temi di politica educativa in Italia.

Provando a fare un passo indietro, nel luglio di due anni fa, il governo Renzi ha approvato la legge 107, la cosiddetta riforma della Buona scuola. La riforma ha previsto un piano straordinario di assunzione di oltre centomila insegnanti precari in tutta Italia. Tra le altre misure contenute nella legge, c’è la valutazione dei docenti con l’assegnazione di un bonus di merito ai più bravi decisa da un comitato di valutazione presieduto dal preside e da alcuni membri del consiglio di istituto. La legge 107 prevede anche delle ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro per gli studenti del triennio delle scuole superiori da fare durante le ore di lezione nelle aziende, negli enti pubblici, in uffici privati: 400 per gli istituti tecnici, 200 per i licei.

Deciso anche il potenziamento di alcune materie: storia dell’arte, musica, coding, educazione fisica e le lingue straniere. La riforma assegna anche un ruolo fondamentale ai dirigenti scolastici: possono scegliere direttamente i prof di cui hanno bisogno e li selezionano con un colloquio.

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