Questo del 2016 dovrebbe essere l'ultimo Tirocinio formativo attivo ordinario



Questo che sta per iniziare potrebbe essere il terzo e ultimo ciclo del Tfa ordinario. Queste sono almeno le intenzioni del governo, così come spiegato oltre un anno fa. Ma prima c’è appunto la necessità di aprire e chiudere la partita ovvero pubblicare il bando con tutti i dettagli su requisiti d’accesso, modalità di partecipazione e di svolgimento e dunque la sua attivazione. In merito alle scadenze, questo di luglio 2016 potrebbe essere il mese decisivo per il bando mentre per la prova preliminare del Tfa terzo ciclo, l’appuntamento non arriverà prima di settembre. In ogni caso, stando a quanto trapela da Viale Trastevere, il nuovo Tfa sarà molto simile al suo predecessore.

Da parte sua, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini saluta il primo compleanno della riforma della scuola stilando un bilancio più che positivo della legge. E spiega: «Sta finalmente diventando realtà, anche perché stiamo dando attuazione a un provvedimento che interpreta una precisa scelta e una priorità del governo cioè scommettere sull’istruzione come asse strategico dello sviluppo e della crescita del Paese». Insomma, aggiunge il ministro «quello appena trascorso è stato un anno intenso per il ministero dell’Istruzione, non sono mancate critiche e difficoltà ma credo sia stato un anno di attivismo e dinamismo positivo nelle scuole».

Tanti i contenuti della legge (approvata il 9 luglio 2015 e entrata in vigore il 16, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) che rendono orgogliosa il ministro Giannini e tra questi spicca il piano per la Scuola Digitale, che prevede uno stanziamento nazionale da un miliardo di euro, con 350 milioni di euro già stanziati nei primi sei mesi dal lancio. Ma più in generale, secondo il ministro, emerge un quadro che vede risorse raddoppiate per il funzionamento degli istituti, con 90mila insegnanti assunti nel 2015il numero più elevato degli ultimi 20 anni» osserva Giannini) e un concorso da 63.712 posti bandito nel 2016. Ma soprattutto quest’anno, ricorda il ministro, è caduto un tabù come quello della valutazione.

E sottolinea: «Le scuole hanno cominciato a riflettere su se stesse e sui propri dati per migliorarsi. Abbiamo siglato la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici, che era attesa da 15 anni. Finalmente si comincia a dedicare la dovuta e necessaria attenzione alla formazione come sviluppo professionale del personale della scuola. Quindi con la riforma della Buona Scuola è iniziato un processo di investimento sul capitale umano del nostro Paese, nella convinzione che questa sia la leva più efficace per consentire ai nostri giovani di affrontare le sfide della modernità e della globalizzazione con competenze e conoscenze avanzate». Da segnalare anche l’avvio del progetto di alternanza tra scuola e lavoro, finanziato con oltre 100 milioni di euro all’anno.

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