In un caso, quello del bando per l’attivazione del Tfa terzo ciclo 2016 ordinario, fanno discutere le affermazioni del sottosegretario dell’Istruzione, Davide Faraone, di procedere solo per le classi di concorso esaurite. Uno scenario che taglierebbe migliaia di aspiranti insegnanti nella scuola pubblica italiana dal primo passaggio della formazione alla professione, quella dell’abilitazione, necessaria per l’accesso alla docenza. Dall’altra c’è il concorso scuola, di cui giovedì sono iniziate le prove scritte che si concluderanno solo tra un mese e che saranno svolte interamente davanti a monitor, tastiera e mouse, rispetto a cui i magistrati amministrativi hanno accolto i primi ricorsi degli esclusi. Ma andiamo con ordine.

Le polemiche sul concorso? “Sono costruite sul nulla e invece tutto è andato bene“. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, all’indomani della prima prova, ha rassicurato sull’andamento della procedura che manderà in cattedra 63.712 nuovi insegnanti. Un’operazione sulla quale è però piombata la pronuncia del Consiglio di Stato che ha ammesso con riserva al concorsone tre ricorrenti, laureati non abilitati e diplomati magistrali a indirizzo linguistico. Il ministro ha sottolineato: “Migliaia di candidati hanno potuto svolgere le prove in modo del tutto regolare e saranno impegnati fino a maggio per gli scritti e a luglio per gli orali. Uno sforzo enorme per la macchina amministrativa che abbiamo potuto gestire anche grazie all’impiego dei nuovi strumenti informatici“.

Sui ricorsi già giovedì scorso il ministro dell’Istruzione aveva minimizzato: un “numero piccolissimo“, poche unità rispetto ai 165.000 candidati. Non è dello stesso parere l’Anief, il sindacato della scuola, secondo cui la “vittoria” ottenuta al Consiglio di Stato “è l’ennesima prova che l’azione legale intrapresa per migliaia di candidati esclusi ha e aveva le sue ragione giuridiche“.

L’associazione sindacale, che ha patrocinato ricorsi per oltre 25.000 esclusi e chiesto al Ministero una nuova calendarizzazione delle prove ammettendo tutti coloro che hanno presentato domanda cartacea, ha affermato: “I laureati hanno diritto a partecipare a tutte le prove ma a vedersi riconosciuto l’inserimento nelle graduatorie di merito soltanto dopo il definitivo pronunciamento, se favorevole, del giudice amministrativo“. Un’ammissione di massa che si scontra con quanto previsto dal Ministero di Viale Trastevere, che ammette al concorso soltanto i ricorrenti “muniti di ordinanze o di decreti cautelari dei giudici amministrativi loro favorevoli“.

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