Il mondo della scuola è in fibrillazione perché alla incertezze legate ai tempi di attivazione del Tfa 2016 terzo ciclo e al concorso scuola per insegnanti, di cui sono in pieno svolgimento le prove scritte con tanto di difficoltà supplementari con i limiti del programma di videoscrittura adottato dal Ministero dell’Istruzione in relazione all’impossibilità di formattare il testo, di utilizzare la funzione di copia e incolla e di rivedere le risposte già caricate, si aggiungono le cruciali decisioni assunte in parlamento e nelle aule dei tribunali. In quest’ultimo caso, i giudici del Consiglio di Stato hanno respinto il ricorso del Miur per l’ammissione con riserva dei candidati non abilitati, aprendo di fatto scenari impensabili fino a pochi giorni fa.

Dal punto di vista politico, al Senato si affronta il nodo del maxiemendamento che sostituisce il decreto legge e che recepisce tutte le modifiche al provvedimento votate in commissione Cultura. Tutto nella norma se non fosse che l’esecutivo ha deciso di porre la questione di fiducia che comporta l’impossibilità di modificare il testo. Sull’emendamento l’Associazione nazionale degli insegnanti (Anief) ha espresso una valutazione positiva rammaricandosi tuttavia perché, ancora una volta, sono stati dimenticati i precari Ata. Ma il maxiemedamento non è l’unico motivo di preoccupazione per il mondo scolastico.

Alle viste infatti c’è un blocco totale dell’attività previsto per il 20 maggio 2016. Sul piatto c’è il contratto di lavoro non rinnovato da sette anni. Ma ci sono anche il ripristino di corrette relazioni sindacali, le modifiche alla legge 107, la libertà d’insegnamento, il riconoscimento del ruolo del personale Ata, la risoluzione del problema del precariato, le modalità della valutazione. Alla vigilia dello sciopero, con boicottaggio dei test Invalsi alle Superiori, deciso dai Cobas (ma pure la Gilda ha scelto per la sua protesta e le associazioni studentesche invitano al sabotaggio delle prove), i sindacati Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals-Confsal hanno riepilogato le ragioni del loro sciopero con il coinvolgimento di tutto il personale scolastico.

Una protesta – hanno spiegato – che “vuole alzare un grido d’allarme per la scuola“. Lo sciopero, dal quale sono esonerati i docenti impegnati nel concorso a cattedra, si articolerà in iniziative a livello territoriale. E i sindacati, a sostegno delle loro rivendicazioni, hanno anche avviato nelle scuole una raccolta di firme che in questa prima tranche ha superato quota 150.000. Il primo obiettivo rimane il contratto – ha sottolineato il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo puntando l’indice contro l’operazione del governo che “decontrattualizza il rapporto di lavoro legificandolo in modo abbondante“. A suo dire occorre “il ripristino di relazioni sindacali serie“.

E ancora: “Abbiamo a cuore – ha assicurato il segretario vicario dello Snals Achille Massenti – la qualità del servizio scolastico. E serve la stabilità di tutto il personale per una didattica efficace“. Non a caso nello sciopero è coinvolta anche la dirigenza – ha fatto notare la segretaria generale della Cisl scuola, Lena Gissi, che si è soffermata sulla condizione del personale Ata “ignorato dalla legge 107, bistrattato e utilizzato per incombenze, come l’assistenza ai disabili, per cui non ha ricevuto alcuna formazione“.

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