Innanzitutto la data di uscita del Tfa 2016 terzo ciclo ovvero quella della pubblicazione del bando: stando alle ultime notizie, il decreto sarà emanato entro la fine del mese di luglio. Quindi la novità dei numeri, che poi novità non è, considerato che sono trapelati da tempo: 16.436 posti, di cui 11.328 comuni (8.058 per le superiori e 3.270 per le medie) e 5.108 sul sostegno (392 per la scuola dell’infanzia, 1.749 per la primaria, 1.932 per le medie, 1.035 per le superiori). Ecco poi le modalità di svolgimento: durata annuale con frequenza obbligatoria e necessità di superare l’esame finale. E infine l’esclusione dal nuovo Tfa ordinario, quella dei dottorandi perché non potranno frequentare i corsi per impegni di ricerca.

Tutto tranquillo? Nient’affatto perché i sindacati della scuola stanno già valutando l’opportunità di proporre ricorsi al Tribunale amministrativo per i paletti imposti ai docenti precari impossibilitati a partecipare. Il tutto mentre sarà una corsa contro il tempo considerando che la prova preliminare di accesso al Tfa 2016 dovrebbe essere svolta a settembre, i docenti devono far valere il titolo acquisito per il prossimo aggiornamento delle graduatorie e occorre tener presente la scadenza del 31 luglio per acquisire qualsiasi titoli valido per l’anno scolastico successivo. Ma dal Ministero dell’Istruzione continuano a non arrivare notizie ufficiali.

E senza considerare che per l’abolizione del numero chiuso è già partita una raccolta di firme via web per la sua abolizione, sulla base di quanto previsto dalla cosiddetta Buona scuola, la legge 107, che stabilisce come l’abilitazione all’insegnamento sia in requisito indispensabile per partecipare ai futuri concorsi a cattedra e per l’iscrizione nelle graduatorie d’istituto.

Nel contesto della scuola, si sono conclusi ieri per oltre 500mila studenti gli scritti dell’esame di maturità. Dopo la prova di italiano e quella diversa per ogni indirizzo, è stata la volta del temuto quizzone in cui i ragazzi sono chiamati a dimostrare di aver acquisito le nozioni base di materie scelte da ogni singola commissione tra quelle studiate nel corso dell’ultimo anno. Più precisamente, in genere due materie fanno capo a membri esterni e altrettante agli interni. Stavolta gli uni e gli altri si sono comportati più che bene, hanno optato per quesiti alquanto semplici, per lo più specifici e solo in qualche caso generici, senza chiedere neanche grandi sforzi di sintesi per stare nelle dieci righe. La commissione decide anche la formula delle domande, ma sembra in via d’esaurimento la pratica del test a crocette. Ora si attendono i risultati degli scritti, prima dell’ultimo ostacolo, l’esame orale.

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1 commento

  1. Ritengo che il numero chiuso al Tfa sia anticostituzionale. Se il governo vuole regolamentare il numero di insegnanti in entrata, deve varare le lauree abilitanti, come e’ stato fatto per le insegnanti di scuola primaria, quelle si’ a numero chiuso! Ma dopo che un ragazzo si è laureato non puoi negargli l’opportunità di provare a svolgere il lavoro di insegnante impedendogli di prendere l’abilitazione. Quel ragazzo ha già studiato cinque anni per svolgere quel lavoro! Glielo devi dire prima che non lo può fare! Non lo ammetti al corso di laurea abilitante e lui sceglie un altro mestiere!

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