Sono gli aggiornamenti in tempo reale di oggi sabato 27 agosto 2016 a raccontare come al terremoto che ha colpito Lazio e Marche, tra le provincie di Rieti e Ascoli Piceno, e in misura minore Umbria, Abruzzo e Toscana, potrebbero seguire altre scosse, anche di forte intensità. Quanto c’è da preoccuparsi per il futuro prossimo? Molto secondo il professor Enzo Boschi, ordinario di Sismologia all’università di Bologna. A suo dire “il fenomeno può continuare senz’altro, perché l’attività di una zona sismica non si arresta mai. Le scosse possono diventare piccolissime, ma l’attività sismica rimane“. E a quanto pare non è solo una questione legata alla geologia dell’Italia. Anche l’urbanistica ha il suo peso.

A suo dire in questo paese, nonostante il terremoto sia una costante, “c’è una gestione del territorio non adeguata. Non c’è prevenzione e manutenzione, gli edifici spesso non sono a norma. Specialmente nel dopoguerra si sono costruite numerose abitazioni senza che ci fosse una normativa antisismica specifica. Le prime norme risalgono agli anni 70 e una versione definitiva si è avuta nel 2009“. Da queste parti “non c’è una vera cultura per affrontare questi problemi, né una politica per ridurre i rischi legati all’attività sismica attraverso la sostituzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici. Sono cose che abbiamo detto tante volte, ormai acquisite. Ma in ogni caso, dobbiamo aspettarci che le scosse continueranno anche i prossimi giorni“.

In questo contesto di incertezza, un team cinese di soccorritori è giunto in Italia e si diretto nelle aree colpite dal terremoto che ha devastato mercoledì notte l’area appenninica intorno ad Amatrice, diventando subito operativo. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina secondo cui il Rescue Team of Ram Union della provincia dello Zhejiang ha inviato tre esperti, in base a quanto riferito dal Dipartimento degli affari civili. XuLijun, direttore dell’Unità d’intervento, ha spiegato che i tre soccorritori, in possesso di macchinari medici e per aiutare nell’individuazione di persone intrappolate sotto le macerie, hanno ricevuto una formazione professionale vantando diverse partecipazioni a operazioni simili su scala internazionale.

Inoltre, la filiale italiana ha inviato un altro gruppo di 16 persone tra cui due dottori e beni di primissima necessità. Il Rescue Team of Ram Union dello Zhejiang, che ha preso parte finora a cinque missioni all’estero (come Nepal, Pakistan ed Ecuador), è stato costituito a maggio del 2009 e, sul fronte interno, è intervenuto nei terremoti di Wenchuan (provincia dello Sichuan), di Yushu (Qinghai) e di Ludian (Yunnan).

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