Il fenomeno sismico che oggi e stanotte mercoledì 24 agosto ha colpito con violenza Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo con ripercussioni più lievi anche in Toscana non è esaurito. O, perlomeno, non sono escluse ulteriori scosse. A mettere in guardia gli italiani ci pensano gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: il terremoto potrebbe ancora farsi sentire. Mentre il bilancio di morti e feriti è in continuo aggiornamento e si va alla ricerca di novità in tempo reale su quanto sta accadendo così come di foto e video che raccontano meglio di ogni parole il dramma vissuto nei paesi colpiti dal terremoto, i sismologi credono che la sequenza si ripeterà con un numero decrescente di scosse nel tempo, ma con momenti di recrudescenza dell’attività.

E non sarebbero escluse repliche di magnitudo uguale o superiore nelle prossime settimane. Nessuno si sbilancia con certezza né su ipotetiche date e né sulla concreta eventualità. Tuttavia, anche alla luce di quanto è accaduto in passato, potrebbero essere necessari mesi o settimane prima che il fenomeno iniziato nella notte possa considerarsi concluso. Per Andrea Tertulliani, sismologo dell’Ingv, “ogni sequenza ha un suo comportamento particolare però non possiamo escludere che finisca qui oppure che continui in altro modo. Dobbiamo solo monitorare l’andamento e i dati“. E ancora: “Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche che saranno sicuramente numerose e tenderanno a diminuire di magnitudo però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale“.

Ci sono tre precedenti in grado di illustrare al meglio la situazione. Il più recente risale a 15 anni fa, nel 1997 in Umbria, quando la scossa più intensa e distruttiva si è fatta sentire a distanza di 12 ore dalla prima. Nel 1976, in Friuli Venezia Giulia, invece, sono occorsi quattro mesi prima del verificarsi del sisma più devastante. Oltre quattro secoli fa, nel 1570 nelle zone del Ferrarese, il terremoto ha perseguitato il territorio per circa quattro anni. A rivestire un ruolo centrale è il tipo di faglia.

Sono state tre le scosse più forti nel centro Italia. Una di magnitudo 6 è stata registrata alle 3.36. L’epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). L’ipocentro è stato a soli 4 km di profondità. Seconda e terza scossa sono state registrate alle 4.32 e 4.33. Hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Gli ipocentri sono stati tra gli 8 e i 9 chilometri. Oltre 50 finora le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore.

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