Importanti novità nel decreto fiscale collegato alla manovra del governo Renzi

Ci sono importanti novità sul fronte tasse. Arriva un taglio drastico delle sanzioni previste per chi non rispetterà le nuove regole per la fattura telematica e per la comunicazione trimestrale dell’Iva. È quanto prevede un emendamento al decreto fiscale collegato alla manovra del governo Renzi, approvato in commissione alla Camera dei deputati che riduce fortemente le multe in caso di omissioni ed errori. Previsto anche il dimezzamento della sanzione per chi si ravvede nel termine di 15 giorni correggendo gli errori. Più nel dettaglio l’omessa, incompleta o infedele comunicazione Iva per via telematica sarà punita con una sanzione da 500 a 2.000 euro. Il testo del decreto prevedeva una sanzione da 5.000 a 50.000 euro.

L’importo della multa potrà anche essere ridotto alla metà se entro 15 giorni successivi sarà effettuata la trasmissione corretta dei dati. Allo stesso tempo, sull’omessa o errata trasmissione dei dati delle fatture si applicherà una sanzione di due euro per fattura (contro i 25 euro previsti dal testo originario), per un massimo di 1.000 euro a trimestre, contro un tetto di 25mila euro previsto in precedenza. Anche in questo caso è prevista la possibilità di ridurre la multa alla metà se entro 15 giorni viene corretto il dato.

In arrivo anche un’altra novità. Il credito di imposta da 100 euro concesso dal decreto fiscale alle imprese che dovranno sostenere spese extra per l’adeguamento tecnologico necessario alle comunicazioni telematiche trimestrali dei dati Iva è esteso anche a chi opterà per la fatturazione elettronica tra privati, oggi facoltativa. Lo prevede un emendamento del governo. Ai contribuenti che optino per il cosiddetto spesometro è concesso un ulteriore credito di 50 euro ma per una sola volta. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno soppresso un adempimento in caso di dichiarazione integrativa a favore: nella dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa non è più richiesta l’indicazione dell’eventuale utilizzo già effettuato in compensazione.

Tra i soggetti ammessi all’utilizzo in compensazione, in caso di dichiarazione integrativa Iva, sono inoltre inclusi i produttori agricoli. I prelievi bancari dei professionisti non giustificati al Fisco non costituiranno più automaticamente compensi in nero. Sul fronte Iva, passa da 15.000 a 30.000 euro l’importo dei crediti da chiedere a rimborso per i quali non occorre garanzia. E per le partite Iva inattive da tre anni arriva la chiusura d’ufficio. Torna l’F24 cartaceo per i versamenti sopra i mille euro e arriva lo stop al tax day: il versamento di Ires, Irpef e Irap passa al 30 giugno di ogni anno, mentre le tasse locali come Imu e Tasi restano dovute al 16 giugno.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 3 Media: 5]

NESSUN COMMENTO

Rispondi