Importante sentenza su copyright e diritto d'autore

Le norme sul copyright e sul diritto d’autore cambiano a suon di sentenze: l’acquirente iniziale di una copia di un programma per computer, accompagnata da licenza d’uso illimitata, potrà vendere occasionalmente questa copia e la relativa licenza a un subacquirente. Ma, qualora il supporto fisico su cui è presente la copia originale sia danneggiato, distrutto o smarrito, il primo acquirente non potrà fornire al subacquirente la propria copia di salvataggio senza prima avere l’autorizzazione del titolare del diritto. I principi sono stati sanciti e messi nero su bianco dalla Corte di giustizia europea, con la sentenza relativa alla causa C-166/15.

In Lettonia, Aleksandrs Ranks e Jurijs Vasileviks sono perseguiti penalmente per alcuni reati e in particolare, per associazione a delinquere, vendita illegale di oggetti tutelati dal diritto d’autore e uso illegale di marchio d’impresa altrui. Nel 2004, infatti, essi avrebbero venduto online delle copie di riserva di diversi programmi per computer editi dalla Microsoft e tutelati dal diritto d’autore, tra cui versioni del programma Microsoft Windows e del software per la produttività personale Microsoft Office. Il numero di esemplari di programmi informatici venduti è stato stimato in più di tremila, mentre l’importo del danno materiale causato a Microsoft dalle attività di Ranks e Vasileviks è stimato in 265.514 euro.

La Corte regionale di Riga (collegio speciale degli affari penali), investita della controversia, ha chiesto alla Corte di giustizia se il diritto europeo debba essere interpretato nel senso che l’acquirente iniziale della copia di salvataggio di un programma informatico, registrata su un supporto fisico non originale, possa vendere tale copia, in applicazione della regola dell’esaurimento del diritto di distribuzione stabilita da una direttiva dell’Unione.

La Corte ha rilevato che, in base alla norma sull’esaurimento del diritto di distribuzione, il titolare del diritto d’autore su un programma informatico (qui Microsoft) che ha venduto, all’interno dell’Unione europea, la copia di tale programma su un supporto come cd-rom o dvd-rom con licenza d’uso illimitata non può più opporsi alle vendite successive di tale copia, malgrado l’esistenza di disposizioni contrattuali che vietano ogni successiva cessione.

In buona sostanza, la Corte spiega che la direttiva deve essere interpretata nel senso che, “sebbene l’acquirente iniziale della copia di un programma per computer, accompagnata da una licenza d’uso illimitata, abbia il diritto di vendere d’occasione tale copia e la relativa licenza a un subacquirente, egli non puo’, per contro, ove il supporto fisico originale della copia consegnatagli sia danneggiato, distrutto o smarrito, fornire al subacquirente la propria copia di riserva senza l’autorizzazione del titolare del diritto”.

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