Nuove prospettive nella metodologia della ricerca



Intelligenza artificiale e Big Data sempre più centrali anche in questo 2017 nella vita di tutti i giorni per via di impensabili campi di applicazione. E il caso portato alla luce nei giorni scorsi rappresenta solo l’ennesima prova non solo della loro diffusione, ma dell’utilità se non della loro indispensabilità. La sua capacità di lettura sarebbe una manna per qualsiasi studente, ma oggi può essere di grande aiuto per gli storici nell’analizzare documenti in modo più rapido e preciso, cogliendo tendenze e fenomeniche altrimenti verrebbero spiegati in molto più tempo. Sono le caratteristiche di un programma di Intelligenza artificiale che per la prima volta è riuscito a leggere 35 milioni di articoli pubblicati sui quotidiani britannici tra il 1800 e il 1950.

A riuscirci, con l’aiuto di storici e della British Library, è stato il gruppo dell’università di Bristol, guidato dall’italiano Nello Cristianini: con il programma sono riusciti non solo a cogliere, ma anche a misurare con esattezza alcuni fenomeni e tendenze storiche, sociali e culturali in modo inedito, aprendo dunque prospettive inedite e impensabili sulla metodologia della ricerca. «L’obiettivo – spiega Cristianini – era dimostrare che Artificial Intelligence e Big Data possono giocare un ruolo importante nello studio della storia e della società». I ricercatori hanno dimostrato di saper individuare fatti noti del passato come epidemie, guerre, incoronazioni e conclavi.

E poi sono riusciti a cogliere anche le più sottili variazioni di vari fenomeni, come il peso e la partecipazione di uomini e donne nei decenni, la diffusione delle nuove tecnologie e le idee politiche. Solo per fare qualche esempio, il movimento delle Suffragette ha occupato un periodo ben definito, tra il 1906 e 1918; mentre attori, cantanti e ballerini sono diventati sempre più numerosi alla fine del 1890. Circa il pregiudizio sui sessi, «abbiamo visto che se nell’epoca vittoriana gli uomini erano menzionati il 70% delle volte e le donne il 30%, le cose hanno iniziato lentamente a cambiare dopo la prima guerra mondiale», spiega Cristianini.

L’analisi non si è limitata solo al conteggio delle parole, ben 28,6 miliardi, ma si è basata sulle parole per identificare persone, sesso, luoghi e posizione geografica. «L’Intelligenza artificiale ha aperto una nuova strada nell’analisi storica. Noi stiamo già lavorando con questi dati per analizzare il crimine nel passato e le migrazioni», conclude Cristianini. A proposito di intelligenza artificiale, viene così in mente anche una recente grande prova. Quando a a dare il meglio di sé è stato il programma AlphaGo nel complesso gioco di strategia Go. Il risultato? 5 a 0. Sviluppato da Google, il software ha avuto la meglio su Fan Hui, campione riconosciuto di questa disciplina.

Per Big Data si intende quel grande volume di dati, strutturati e non, impossibile da trattare con i software tradizionali. Tra le grandi sfide c’è quella della gestione di questa quantità di informazioni nel contesto dei siti Internet. Non si tratta solo di contenere i dati ma di utilizzarli in modo efficace. Rispetto al passato sono cambiati i tempi e chiunque può accedere a qualunque dato in autonomia e senza troppi filtri. Ed ecco allora che il modo in cui ciascuno di noi gestisce i dati del proprio sito Internet è ora importante anche per aumentare il numero di visitatori.

 

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