Questa volta è stato il turno di Unicredit: l’istituto di credito è finito nel mirino degli hacker, protagonisti di una effrazione online. Un cyberattacco ha riguardato i dati di 400mila clienti italiani relativi a prestiti personali. Salve le password: non sono stati acquisiti dati d’accesso ai conti o che permettano transazioni non autorizzate. Potrebbe essere avvenuto l’accesso all’anagrafica e ai codici Iban. La Banca d’Italia sta controllando la situazione insieme con l’Abi, Associazione bancaria italiana. I pirati informatici si sono infiltrati nel sistema con un’applicazione usata da un partner commerciale esterno italiano per la vendita di prodotti.

Considerando gli interessi in gioco, lo stato di allarme rimane necessariamente molto alto, anche se Unicredit informa in una nota di aver subito adottato le azioni necessarie per alzare il livello di sicurezza e impedire il ripetersi dell’accaduto. Stando alla ricostruzione effettuata dallo stesso istituto di credito, sono due le violazioni subite: una avvenuta tra settembre e ottobre dello scorso anno e un’altra a luglio, solo pochi giorni fa. Andando più nel dettaglio, l’allerta è scattato nella notte tra lunedì e martedì. La segnalazione ha fatto in modo che, da un’indagine a ritroso emergesse anche la prima violazione.

«Il nostro intervento è stato immediato con l’obiettivo di bloccare subito la falla», afferma Daniele Tonella amministratore delegato di Ubis, Unicredit business integrated solutions, società che gestisce l’Information technology del gruppo dell’istituto di credito. Comunque «con i dati filtrati non è possibile fare danni economici alla banca tanto meno ai clienti», assicura Tonella. Unicredit che nel piano industriale in corso ha previsto 2,3 miliardi di euro di investimenti per rafforzare i sistemi informatici, ha subito informato le autorità competenti e avviato una verifica. Un esposto è stato depositato alla procura della Repubblica di Milano che ha aperto un’indagine a carico di ignoti per accesso abusivo al sistema informatico e violazione della privacy.

L’inchiesta è coordinata dai pubblico ministero Alberto Nobili, responsabile del pool antiterrorismo deputato a occuparsi anche di cybercrime, ed Enrico Pavone che hanno delegato la Polizia Postale a effettuare accertamenti. Unicredit ha inoltre messo a disposizione dei clienti il numero verde 800323285 e anche le filiali sono pronte a fornire qualsiasi informazione. La banca sta contattando i clienti interessati mediante canali di comunicazione specifici. Per ragioni di sicurezza non sono usate la posta elettronica o le telefonate dirette.

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