Terminata la pausa estiva dei lavori parlamentari, i temi della giustizia tornano d’attualità nelle commissioni competenti. O meglio, dovrebbero tornare, perché allo stato resta ancora da capire quando i temi chiave di amnistia e indulto finiranno al centro delle discussioni. A ogni modo, non c’è molto da attendere. Già nei primi 7-10 giorni del mese di settembre 2016 inizieranno a essere chiare le priorità assegnate. Quel che è certo è la poca rilevanza che il ministro della Giustizia ha assegnato alle questioni di amnistia e indulto anche in questo mese di agosto, come dimostrato dagli interventi pubblici e dai question time a cui è stato chiamato a rispondere.

In attesa di schiarite su amnistia e indulto, è certo che rientra nella depenalizzazione l’offesa all’onore e la minaccia al decoro di un ufficiale e degli agenti di polizia, apostrofati come “pezzi di m…” e accusati di “non capire un c…“, il tutto unito con la minaccia di fargliela pagare. Gli effetti delle nuove disposizioni scattano anche se c’è l’aggravante dovuta al fatto che le frasi erano state pronunciate quando i poliziotti stavano esercitando le loro funzioni. Per i giudici della Corte di Cassazione, in assenza di una disposizione transitoria dettata invece per il decreto legislativo 8 del 2016, sarà onere della parte offesa promuovere in sede civile azione per la sanzione pecuniaria.

Provando a riannodare il nastro degli eventi più recenti, il Senato ha dato via libera alle disposizioni in materia di processo amministrativo telematico. In buona sostanza, si procede subito con l’assunzione a tempo indeterminato di mille nuove unità di personale amministrativo non dirigenziale sia attraverso lo scorrimento di graduatorie di altre amministrazioni pubbliche in corso di validità e sia procedure concorsuali pubbliche disciplinate con decreto del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. Di più: nuove unità potranno essere assunte con le medesime modalità una volta completate le procedure di mobilità obbligatorie.

Tenuto conto che erano state impiegate risorse per circa 3.000 unità di mobilità provinciale e che entro il prossimo primo settembre saranno inquadrate 363 unità, le assunzioni potranno essere raddoppiate rispetto alle 1.000 immediatamente reclutabili. In parallelo, allo sblocco del turn over, sarà possibile riprendere le ordinarie capacità assunzionali. La norma prevede inoltre, oltre alle assunzioni, la possibilità di introdurre nuovi profili anche tecnici e di rivedere le dotazioni esistenti nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria, profili fondamentali per le spese di funzionamento degli uffici e la digitalizzazione avanzata.

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