Quattro disegni di legge si trovano adesso in commissione Giustizia al Senato



Il Ministero della Giustizia ha deciso: prima si riorganizzano le carceri e poi si pensa al resto, misure di amnistia e indulto comprese. E per dimostrare che fa sul serio, nella scia dei cosiddetti Stati Generali dell’esecuzione penale, ha già previsto lo stanziamento delle risorse per la telemedicina nella carceri, lo sviluppo dei sistemi informativi del Dap e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di comunità, la direttiva sulla prevenzione dei suicidi in carcere. Questo è l’ordine di priorità mentre i quattro disegni di legge su amnistia e indulto si trovano adesso in commissione Giustizia al Senato, in attesa della spinta decisiva per la loro unificazione. Si tratta di un passaggio necessario sia per l’aggiornamento dei contenuti e sia per accelerare i tempi e consentire una trattazione più facile.

Provvedimenti di amnistia e indulto a parte, sono poi alle limature finali delle linee guida nazionali per la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, a cui ha lavorato per diversi mesi il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Saranno pronte nelle prossime settimane e rappresentano il primo passo verso la task force anti-violenza annunciata da Maria Elena Boschi dopo gli ultimi fatti di cronaca. Il ministro per le Riforme, che tra i consulenti della squadra a cui sta lavorando, ha arruolato anche Lucia Annibali, avvocatessa di Pesaro sfigurata con l’acido da due sicari assoldati dal suo ex, è convinta che per sconfiggere il fenomeno del femminicidio bisogna iniziare dalla famiglia.

E poi ovviamente dai banchi di scuola. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Il suo ministero, infatti, in più occasioni ha assicurato che intende «supportare e sostenere attivamente i tanti studenti, docenti e dirigenti scolastici impegnati nel difficile lavoro quotidiano, affrontando le problematiche relative a tutte le forme di discriminazione e contrastando ogni forma di violenza e aggressione contro la dignità della persona». In tale ambito, alle scuole di ogni ordine e grado spetterà quindi il compito, sulla base dell’autonomia didattica e gestionale oro attribuita, di mettere in campo iniziative nel rispetto di quelle linee di indirizzo generale che il ministero dell’Istruzione si appresta ora a divulgare.

Il documento è stato elaborato con il contributo di rappresentanti di associazioni ed esperti riuniti in un apposito tavolo di lavoro. Sarà utile, in particolare, per aiutare gli istituti scolastici nelle azioni previste dal comma 16 della legge numero 107 del 2015, nota come Buona scuola, anche verificando l’attuazione del piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, esclusivamente per la parte di competenza dell’istruzione. Il governo ha già istituito la commissione che dovrà valutare i progetti di attuazione del piano anti violenza, con a disposizione 12 milioni di euro per il contrasto. I numeri impongono di non indugiare: dall’inizio dell’anno, almeno 59 donne sono state uccise in Italia dal partner o, più spesso, da un ex. Oltre 155 da gennaio 2015.

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