Succede che su amnistia e indulto non si riesce a raggiungere un accordo mentre sulla prescrizione dei reati l’intesa è cosa fatta. Dopo mesi di impasse e tensioni tra Pd e Ap si scioglie infatti nodo della prescrizione. E questa doppia velocità non va giù a chi aspettava la trattazione dei disegni di legge su amnistia e indulto, congelati da tempo in commissione Giustizia al Senato. Quest’ultima ha dato il via libera agli emendamenti che riscrivono i tempi della prescrizione prevedendo una sospensione di 18 mesi sia tra il primo grado di giudizio e l’appello sia tra il secondo grado e la Cassazione. Tre anni in più, di fatto, dati ai tempi del processo.

Amnistia e indulto scalano dunque di una posizione nell’elenco delle priorità di questo governo, ma per ora è stato raggiunto “un giusto punto di equilibrio“, ha sottolineato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, arrivato a Palazzo Madama per ultimare la mediazione risolutiva sulla prescrizione dei reati. Mediazione che, tra l’altro, prevede l’inserimento di tutti i reati di corruzione (incluso quello della truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche concesse da Stato, enti pubblici o Unione europea) tra quelli per i quali la prescrizione, in caso di sua interruzione, può essere aumentata non oltre la metà del tempo necessario a prescrivere. Nei casi dei reati di corruzione, non oltre i 15 anni quindi, ai quali vanno aggiunti, per un totale di 18, i 3 anni concessi dalla sospensione che interviene tra i gradi di giudizio.

Inizia poi in un clima di scontro totale, che ricorda quello delle unioni civili, l’esame alla Camera della legge che depenalizza la cannabis: davanti ai 1.700 emendamenti, in gran parte di Ap,le commissioni competenti hanno deciso di portare il testo in Aula, dove l’esame inizierà lunedì prossimo ma con la certezza che si entrerà nel vivo solo a settembre. Il tutto mentre Roberto Saviano ha polemizzato con Ap che a sua volta ha replicato allo scrittore. Le commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera dovevano iniziare a votare gli emendamenti al disegno di legge che depenalizza la cannabis, inserito nel calendario dell’Aula per il 25 luglio nella quota spettante all’opposizione, e più precisamente a Sinistra Italiana.

Ma le commissioni si sono trovate davanti 1.700 emendamenti, di cui 1.300 di Ap. Proprio la mossa degli alfaniani è stata criticata su Twitter da Saviano che l’ha definita “un’azione irresponsabile e da incompetenti“. Epiteti respinti al mittente da Maurizio Lupi, capogruppo di Ap, che ha ricordato all’autore di Gomorra come anche il procuratore Gratteri sia contrario alla legalizzazione. “Gratteri sbaglia“, è intervenuto il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova, “ma almeno è coerente: vuole proibire anche alcool e tabacco. Anche tu“.

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