Verso il Giubileo dei carcerati del 6 novembre 2016

Se c’è un appuntamento da seguire da vicino sul fronte della battaglia per la concessione delle misure di amnistia e indulto è il quindicesimo congresso dei Radicali italiani aperto ieri con la relazione del segretario Riccardo Magi, candidato alla riconferma, che si concluderà martedì. Si tratta infatti di una questione che da sempre al centro dell’azione dei Partito radicale nelle sue varie configurazione. La situazione attuale, nonostante qualche timida accelerazione, è ancora in una fase di stallo e manca la spinta decisiva per collocare i temi di amnistia e indulto in cima al capitolo giustizia dell’agenda politica. Qualche linea d’azione in più può allora spuntare in occasione di questo congresso, da seguire anche in streaming da cellulare, tablet e PC.

Non solo amnistia e indulto: legalizzazione della cannabis, immigrazione, Europa e referendum, ma anche il rapporto con il comitato di presidenza del Partito radicale transnazionale dopo lo strappo di Rebibbia, sono altre questioni calde. Il congresso è il primo a cinque mesi dalla morte di Marco Pannella, che campeggia accanto al palco della presidenza con una bella immagine sopra una frase profetica del leader storico dei radicali, secondo cui «l’Europa delle Patrie sta sconfiggendo la Patria europea», e dunque è necessaria una mobilitazione oppure «divampa il mondo». Sopra la presidenza, un’altra immagine significativa di un partito che guarda al futuro tenendo cari i riferimenti del passato, ritratti da bambini.

Accanto a un piccolo Marco Pannella vestito alla marinara ci sono, da bambini, Rosa Parks, Martin Luther King, il Dalai Lama, Gandhi, i fratelli Roselli, Ernesto Rossi, Hannah Arendt e Aung San Suu Kyi: tutti con colori diversi. «È stato per noi l’anno più difficile di tutti, perché ora dobbiamo camminare con le nostre gambe», ha detto Magi, che ha aperto la relazione concentrandosi sulla raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati. «Abbiamo raggiunto 60mila firme, 10mila in più di quelle necessarie – ha aggiunto – ma la legge medievale in vigore fa sì che la battaglia non sia finita».

Il tutto mentre si segnala la dichiarazione di Irene Testa, segretario dell’Associazione radicale “Il detenuto ignoto”, al 19esimo giorno di sciopero della fame insieme a Rita Bernardini, Maurizio Bolognetti, Paola Di Folco, Annarita Di Giorgio con la richiesta di un dialogo con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per dare attuazione agli Stati Generali delle carceri. Ha speso parole di apprezzamento per la visita del premier al carcere di Padova con tanto di ricordo di Marco Pannella. Tuttavia «sarebbe doveroso che le visite alle carceri, con opportune riflessioni sullo stato di queste, diventino consuetudine», anche in vista di una Marcia per l’amnistia, la giustizia, la libertà in occasione della celebrazione del Giubileo dei carcerati il 6 novembre 2016.

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