Le notificazioni sempre eseguite mediante consegna via posta elettronica certificata



Ci sono anche i quattro disegni di legge sulla concessione di amnistia a indulto al centro dei lavori della commissione Giustizia al Senato, convocata martedì 15 marzo 2016. L’obiettivo è ben noto: unificare le proposte per consentire una trattazione più rapida. Alla base di questo tentativo c’è il sovraffollamento delle carceri italiani che, come dimostrato da due recenti rapporti, uno tutto italiano e un secondo europeo, continua a caratterizzare gli istituti penitenziari in Italia. In generale, rispetto all’amnistia del 1990, l’ultima emanata, i disegni di legge all’esame degli organi competenti a Palazzo Madama, eliminano il riferimento alla nozione di reato finanziario. La pena detentiva che deve essere prevista, per dar luogo all’estinzione del reato, è quella non superiore a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria, sola o congiunta.

Si discuterà anche di giustizia telematica e tra le proposte c’è quella di dare maggiore centralità al web. In particolare, stando al testo, le notificazioni successive, in caso di nomina di difensore e di imputato non detenuto, dovrebbero essere sempre eseguite mediante consegna via posta elettronica certificata. Nel dettaglio si tratta della Pec indicata dal difensore nel primo scritto difensivo utile, presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni, specificata al proprio ordine.

Le notificazioni e gli avvisi ai difensori a mezzo di posta elettronica si intenderebbero notificati al momento della ricezione, da parte dell’ufficio notificatore, della ricevuta di consegna dell’atto da parte del sistema informatico. In caso di impossibilità di procedere mediante posta certificata le comunicazioni e le notificazioni sarebbero effettuate presso la cancelleria.

Non solo le questioni chiave di amnistia e indulto, sempre nella giornata di martedì 15 marzo, oltre che di amnistia e indulto, si discuterà in sede referente di prescrizione del reato, contrasto all’omofobia e alla transfobia, tribunale della famiglia, concorso esterno in associazione mafiosa, affidamento condiviso, divorzio diretto, introduzione reato di depistaggio, modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario, regime dei beni pubblici, camere arbitrali dell’avvocatura, diffamazione, fondo unico giustizia, stralcio ratifica convenzione Aja protezione minori, visita agli istituti penitenziari, contrasto intimidazioni amministratori locali, modifica in materia di provvedimento d’urgenza a tutela dei minori, reato di negazionismo.

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4 COMMENTI

  1. una amnistia ci può stare benissimo perché c’è gente fuori anche recidivi che si sono fatti una posizione lavorativa poi arriva un definitivo vecchio da scontare da anni e va dentro questo quando esce a perso tutto e ricomincerà a delinquere non è giusto allora facciamo questa benedetta amnistia anche invocata dal papa

    • Condivido in pieno ciò che hai scritto, la cosa che mi auguro però è che vengano esclusi i reati gravi quali omicidi, reati su minori ecc. credo che un condono di 3 anni sia utile a svuotare le carceri e sistemare molte situazioni pendenti e a garantire alle persone che hanno deciso di rigare dritto come dici tu di poterlo fare senza pagare un errore a vita. Tanto sappiamo tutti che il delinquente cronico anche se lo fanno uscire oggi, tempo sei mesi e tornerebbe in cella, ma la possibilità a chi ha capito l’errore non va negata!

  2. non e solo xrche il papa la chiede ma ce tanta gente che e reiserita nel ceto sociale o vuole inserirsi il problema e complesso come x esmpio ce tanta gente che usufruito dei vari indulti del passato adesso che chi a rifatto unaltro reato tipo furto di macchina si ritrova la rievoca dellindulto e quindi ad epiare dippia condanna questo e lerrore del indulto non cancella la pena vecchia ed allora quel 30 x cento che torna a delinquere si ritrova x furto di macchina a pagare una pena accumulativa di una rapina e la giustizia a bisogno di ripartire da 0 con programmi che anno molte nazioni il reinserimento dove non esiste sia dentro che fuori devono creare lavoroooo ce ne sono tantissimi che anno voglia di lavorare se lo stato crea queste possibbilita allora ci saranno grandi risultati credetemi un ex pregiudicato non viene concesso il lavoro perche non ce la cultura in questo paese guardiamo la germania spagna norvegia questultima pensate che un agente di custodia prende 3000 euro al mese solo x studiare questo programma chi la visto e sentito a virus puo rivederselo le carceri sono aperte ognuno a la stanza singola ed il lavoro da svolgere ogni giorno e funziona tutto a meraviglia

  3. Sono un esempio,un reato commesso nel 2000 assolto nel 2007 IL PM si appella mi condannano a 3 anni nel 2012 metto la cassazione che nel 2015 mi conferma la pena,avevo un lavoro indipendente mi sono fatto 5 mesi di carcere ho perso tutti i miei clienti,adesso sono in affidamento in prova Presso una macelleria.
    Mi tocca scontare la pena e ricominciare da capo

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