Le aspettative sono ora rivolte al prossime mese di maggio 2016



Questo mese di aprile 2016 sembrava carico di aspettative sul fronte delle questioni di amnistia e indulto. Le ragioni sono due. In prima battuta, più volte i due temi sono entrati nel calendario dei lavori della commissione Giustizia del Senato. L’obiettivo è l’unificazione e l’aggiornamento dei quattro disegni di legge per la definizione di un testo unico su cui ragionare. Tuttavia non si è giunti a conclusione nonostante anche il nuovo report del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria riferisca come, tranne in pochi casi, il sovraffollamento è una costante delle carceri italiane. Analoga lentezza si registra sulla revisione della giustizia telematica.

In seconda battuta, dagli Stati generali dell’esecuzione penale non è giunta una sola parola su amnistia e indulto. Lo spazio è stato piuttosto concetto ad altri temi chiave, ma sempre in chiave discorsiva, come l’amministrazione penitenziaria, la magistratura di sorveglianza, la revisione delle misure alternative, i nuovi modelli di esecuzione esterna, le proposte di modifica a livello operativo e organizzativo, l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate l’accoglienza di persone prive di domicilio, la residenza anagrafica per le persone senza dimora.

A ogni modo, nel corso della settimana, la commissione Giustizia di Palazzo Madama non si occuperà di amnistia e indulto e né di giustizia telematica, avendo spostato l’attenzione sul Documento di economia e finanza 2016 in prima battuta e quindi su una lunga serie di questioni ovvero regimi patrimoniali tra coniugi, effetti patrimoniali delle unioni registrate, regimi patrimoniali coppie internazionali, funzionamento e convocazione assemblea ordine circondariale forense, reato di negazionismo, contrasto intimidazioni amministratori locali, codice antimafia. Previste anche diverse audizioni in merito alle modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario

Il ministro della Giustizia ha poi ritenuto prematuro l’allarme sulla chiusura di uffici giudiziari. Lo ha ribadito in occasione di una interrogazione parlamentare. Orlando ha anche detto che le spese per intercettazioni sono calate del 25% negli ultimi cinque anni. Sulle chiusure, le soluzioni prospettate dalla Commissione Vietti sono per ora solo una base di ragionamento “oggetto di ulteriore riflessione, per consentire l’avvio del percorso parlamentare di una organica iniziativa legislativa nel contesto di istanze quanto più condivise“. Tra gli obiettivi c’è la specializzazione delle Corti di appello, che non implica solo soppressione di uffici, ma anche una ridefinizione dei confini.

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