Attivismo fuori dalle aule parlamentari e via web



In commissione Giustizia del Senato è in discussione la riforma del processo penale: il punto che crea frizione all’interno della maggioranza non è però quello della concessione delle misure di amnistia e indulto, che segue un percorso a parte, ma resta quello della prescrizione sul quale è aperta la trattativa tra il Partito democratico e il Nuovo centrodestra. Quest’ultimo fa sapere che al momento l’accordo è bloccato perché i democratici non vogliono accogliere una norma che gli stessi centristi definiscono acceleratoria. Per l’Ncd il bonus di 18 mesi di sospensione della prescrizione dopo la condanna di primo grado sia in appello che in Cassazione andrebbe azzerato se entro quel periodo di tempo non si arriva a sentenza.

Il relativo periodo andrebbe compreso nel computi della prescrizione. E mentre si resta di capire quando le questioni di amnistia e indulto finiranno al centro dei lavori parlamentari, l’agenda delle priorità di compone adesso dei temi delle modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario, delle detrazione spese di giudizio, delle disposizioni sul cognome dei figli, del codice antimafia, dell’accesso del figlio alle informazioni sull’identità dei genitori. Almeno per ora, nonostante l’attivismo manifestato anche fuori dalle aule parlamentari e via web, amnistia e indulto sono di fatto in lista d’attesa

In ogni caso, in Italia ora c’è anche il reato di depistaggio. La Camera ha approvato in via definitiva, il disegno di legge presentato da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna, che introduce questo reato, legato nei decenni passati a tragedie e misteri della storia italiana e in particolare alle stragi, come quelle di Ustica, del treno Italicus, di Piazza Fontana a Milano, oltre alla bomba alla stazione di Bologna nell’agosto del 1980. Per Matteo Renzi di «una scelta giusta, un atto dovuto. Un pensiero alle famiglie delle vittime delle stragi #lavoltabuona», ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio.

Soddisfazione anche del presidente del Senato Pietro Grasso. Il codice penale prevede una aggravante per la frode processuale e il depistaggio. Invece la legge Bolognesi introduce un reato proprio, nel senso che si punisce con il carcere da 3 a 8 anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che compie una azione finalizzata a impedire, ostacolare o sviare un’indagine o un processo penale: mutare artificiosamente il corpo del reato, lo stato dei luoghi delle cose o delle persone connessi al reato. E anche affermare il falso o negare il vero, ovvero tacere in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito. Quindi oltre al fatto che deve essere un pubblico ufficiale a compiere l’azione, ci deve essere il dolo.

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1 COMMENTO

  1. E c’è la gente che soffre nelle Patrie galere.VERGOGNATEVI E CON CEE TE STA AMNISTIA CON INDULTO. LI METTEREI LA LORO SOLO UNA SETTE MANA COSÌ CAPIT EBBERO COME SÌ SOFFRE VERAMENTE. E LA SONO ANCORA PIÙ DI 61000 ANIME CHE SOFFRONO CON DIGNITA. IN BOCCA AL LUPO RAGAZZI

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