Appuntamento in sede referente a Palazzo Madama



Ci sono anche i quattro disegni di legge su amnistia e indulto tra quelli che mercoledì 6 aprile 2016 finiranno sul tavolo della commissione Giustizia al Senato. L’obiettivo dei lavori è arrivare all’unificazione dei testi, che a dire il vero iniziano a diventare datati e avrebbero bisogno di un aggiornamento, soprattutto alla luce dei nuovi dati sull’affollamento delle carceri italiani. Sebbene non si registrino i picchi di presenza del recente passato, la capienza regolare è quasi sempre sforata. Di pari passo procede a rilento la trattazione della questione della giustizia telematica, di cui si avverte un bisogno di aggiornamento delle procedure informatizzate per via delle impietose statistiche che rilevano un’eccessiva durata media dei procedimenti.

Sempre nella stessa giornata del 6 aprile 2016, si discute in sede referente anche di prescrizione del reato, contrasto all’omofobia e alla transfobia, tribunale della famiglia, concorso esterno in associazione mafiosa, affidamento condiviso, divorzio diretto, introduzione reato di depistaggio modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario, reato di negazionismo, regime dei beni pubblici, Camere arbitrali dell’avvocatura diffamazione, fondo unico giustizia, stralcio ratifica convenzione Aja protezione minori, visita agli istituti penitenziari, contrasto intimidazioni amministratori locali, modifica in materia di provvedimento d’urgenza a tutela dei minori, prescrizione del reato.

A proposito di commissioni, quella Vietti, istituita presso il Ministero della Giustizia, ha concluso i lavori e consegnato al ministro Andrea Orlando la sue proposte. La bozza di legge delega prevede un nuovo taglio per gli uffici giudiziari di primo grado per adeguarli alla riduzione delle Corti d’appello per le quali è in cantiere la soppressione delle sedi distaccate e l’accorpamento anche di alcune di quelle regionali. Sul fronte delle procure scatteranno più limiti per il ruolo del procuratore capo, che avrà meno discrezionalità nell’assegnazione degli affari ai suoi aggiunti. Potenziato invece il peso della procura generale della Cassazione che potrà proporre, dopo confronto con i procuratori e il sì del Consiglio superiore della magistratura, linee guida organizzative.

Rivista la disciplina delle scuole di specializzazione e introdotta una forma di accesso diretto all’esame di magistratura per chi ottenuto un voto di almeno 28 trentesimi in alcuni esami chiave e un voto alla laurea di almeno 108. Tra le prove pratiche prevista anche la redazione di una sentenza. Sono stati introdotti come primo parametro di valutazione l’indipendenza e l’equilibrio, prerequisito e dote che deve caratterizzare la stessa essenza del magistrato. È previsto come primo parametro, fondamentale in quanto la sua carenza, a differenza degli altri, porta automaticamente al giudizio negativo.

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