Le comunicazioni passano anche dai Twitter e Facebook



Se c’è qualcuno che non ha paura di tirare in ballo i temi di amnistia e indulto è Papa Francesco. In questi giorni sta evocando l’applicazione delle misure e basta dare un’occhiata ai profili di social network per rendersi conto come la questione sia costantemente al centro della sua azione pubblica. Meno di un anno fa, poi, aveva messo nero su bianco parole che sono rimaste al centro dell’attenzione per alcuni mesi per poi scivolare nel dimenticatoio. Il pontefice argentino aveva prospettato la possibilità di “una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto“.

La scorsa primavera, alla Conferenza di Roma “Nonviolence and Just Peace: Contributing to the Catholic Understanding of and Commitment to Nonviolence” organizzata dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e dal Movimento Pax Christi”, aveva perfino rilanciato con l’invocazione all’abolizione “della pena di morte, là dove essa è ancora in vigore, insieme alla possibilità di un’amnistia e la cancellazione o la gestione sostenibile del debito internazionale degli Stati più poveri“.

I fatti dimostrano come l’appello a valutare la concessione di amnistia e indulto non sia stato raccolto. E anche adesso che sono ripresi i lavori parlamentari, in commissione Giustizia al Senato, dove sono da tempo depositati quattro disegni di legge in attesa di aggiornamento e unificazione, l’attenzione è rivolta altrove. Dove? Alle detrazioni delle spese di giudizio, alle disposizioni sul cognome dei figli, al codice antimafia, all’accesso del figlio alle informazioni sull’identità dei genitori, alle modifiche al codice di procedura civile, alla confisca di beni e proventi da reato nell’Unione europea. Amnistia e indulto sono ancora messi da parte.

Da parte sua, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, andando in scia alla posizione cautamente espressa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, non ha mai realmente aperto all’opportunità della concessione dei provvedimenti di amnistia e indulto, preferendo indirizzare gli sforzi lavoratori ed economici a migliorare le condizioni delle carceri in Italia: “Resta molto ancora da fare sia per sviluppare pene alternative alla detenzione che per migliorare i meccanismi che regolano la vita negli istituti di pena, incrementando le attività trattamentali, favorendo il mantenimento delle relazioni familiari, agevolando il reinserimento sociale“.

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1 COMMENTO

  1. Devo dare aministia e indulto per rispeto di marco panela Che ha sempre combatuto e si e amalato e il suo desiderio rispetatelo siiiii aministia e indulto anche napulitano lapromeso percio ancora si

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