Congelata la norma Airbnb

TAX

Anche quest’anno torna di nuovo d’attualità l’ipotesi di tassare le grandi multinazionali del web. Rispetto al recente passato, si è aggiunta anche la proposta di definire regole chiare e antievasione dei cosiddetti affitti brevi, quelli che passano per il web. Le ultime notizie riferiscono che se sul fronte Airbnb si registra in sede di commissione Bilancio alla Camera, dove è iniziato l’esame dei tanti emendamenti al testo della manovra, un sostanziale congelamento del dibattito, su quello della web tax si segnala l’apertura dello stesso governo che, per bocca del viceministro dell’Economia Enrico Morando, ha sostenuto che prima o poi il tema sarà affrontato.

Non si tratta di una novità assoluta poiché di web tax si parla già dai primissimi mesi di questa legislatura. Approvata nel 2013 con la manovra del governo Letta, era stata cancellata l’anno successivo con il cosiddetto decreto salva Roma. Tuttavia l’anno successivo era spuntata la digital tax, sulla quale l’Italia sarebbe andata avanti anche da sola, a iniziare dal 2017. Il tema non sembrava più tra le priorità di questo governo, ma adesso la proposta, firmata da parte del Partito democratico, chiede che scatti l’obbligo di partita Iva italiana per chi vende servizi online in Italia. E lo stesse deve valere per gli spazi pubblicitari, che vanno acquistai attraverso soggetti titolari di partita Iva italiana.

I due emendamenti sono stati al momento accantonati ma “non per non parlarne“, puntualizza Morando, bensì per per arrivare preparati al dibattito. La web tax, insiste lo stesso viceministro, va introdotta ma con attenzione per evitare che si riveli un boomerang se nel frattempo non si registra consenso anche a livello internazionale. In ogni caso se ne riparlerà a breve, considerando che la commissione si è data tempo fino a giovedì per chiudere l’esame degli emendamenti e portare il testo in Aula entro il prossimo fine settimana. A far registrare tensione è invece ancora la cosiddetta norma Airbnb. Il governo ha tentato di fermare la proposta, ma su pressione parlamentare, anche gli emendamenti sulle regole per gli affitti brevi sono stati accantonati.

Sul tema, ostacolato da Confedilizia, perché rischia di causare “la fine della locazione turistica“, annunciano battaglia Sinistra italiana e Forza Italia. Ma si registrano consensi anche nella maggioranza, compreso il commissione Bilancio alla Camera dei deputati, Francesco Boccia: “Chi si è schierato contro questa misura o è in malafede o è solo ignorante“, attacca l’esponente del Partito democratico, sottolinea che “il no di alcuni è inspiegabile” visto che si tratta di abbassare le tasse con la cedolare secca al 21.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 4 Media: 5]

NESSUN COMMENTO

Rispondi