Addio alle videocamere tradizionali, in disuso con la diffusione degli smartphone



Sempre più nuove tecnologie nel nuovo paniere 2017 Istat per il calcolo dell’inflazione. Fanno la loro comparsa smartwatch e soundbar, ma anche action camera al posto delle videocamere, smartband, dispositivi da polso per alle attività sportive ovvero quelli che permettono anche di misurare passi, pulsazioni, attività giornaliere e stati del sonno, cartucce a getto d’inchiostro. Si tratta del segno più evidente delle nuove abitudini di spesa e dei cambiamenti culturali del Paese. La nuova lista dimostra come gli italiani stiano sempre più attenti al benessere fisico, all’alimentazione e allo sport, con un occhio alle ultime mode in fatto di tecnologia, ma anche di cibo.

Volendo entrare nel dettaglio, viene fuori che a entrare nell’elenco di prodotti utilizzati ogni mese per calcolare l’andamento dei prezzi sono 12 nuovi beni e servizi: i preparati di carne da cuocere, i preparati vegetariani e vegani, i centrifugati di frutta e verdura al bar, la birra artigianale, gli smartwatch, i dispositivi da polso per attività sportive, le soundbar ovvero le barre amplificatrici di suoni, le cartucce a getto d’inchiostro, le asciugatrici, le centrifughe, i servizi assicurativi connessi all’abitazione e le action camera. Le telecamere da fissare sul manubrio delle bici, sui caschi, sulle moto o sui altri mezzi in movimento, diffuse tra chi pratica sport estremi, sostituiscono le videocamere tradizionali, fuori dal paniere Istat perché cadute in disuso anche per l’utilizzo massiccio degli smartphone.

Dubbi sulla nuova composizione del paniere arrivano dalle associazioni dei consumatori, secondo i quali i nuovi prodotti non sono ancora veramente di massa e non andrebbero quindi inseriti. «È evidente che si tratta di adeguamenti non particolarmente rilevanti, che non risolvono le nostre perplessità in merito ai parametri adottati», dichiarano in una nota Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Secondo il Codacons «sono giuste le modifiche ai beni del paniere, perché rispecchiano i cambiamenti delle abitudini degli italiani, specie sul fronte alimentare. Ma «è incomprensibile – spiega il presidente Carlo Rienzi – la scelta di aumentare il peso di abbigliamento e calzature, settore che ha registrato i tagli di spesa più consistenti da parte delle famiglie».

Nel 2016 il giro d’affari dei prodotti vegani e vegetariani ha toccato i 357 milioni di euro di fatturato nella sola grande distribuzione, con un incremento del 18% negli ultimi 12 mesi. Un sistema che può contare sulla qualità e l’assortimento dell’agricoltura italiana, ricca di biodiversità grazie al clima e alla varietà di ecosistemi.

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