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Il tonfo di Twitter ha lasciato pesanti strascichi sotto diversi punti di vista: prima di tutto, il “down” della piattaforma ha lasciato gli utenti senza il loro social preferito per diverse ore. Non solo: ciò ha avuto pesanti ripercussioni anche in borsa. Vediamo, quindi, cos’è successo.

I problemi di Twitter

Come abbiamo anticipato, alcuni giorni fa Twitter ha avuto un “down” che ha avuto pesanti ripercussioni: gli utenti, infatti, per diverse ore non sono riusciti ad utilizzare la piattaforma. Un’altra conseguenza (forse più pesante!) si è avuta in borsa.

Il titolo (TWTR) a Wall Street ha fatto registrare un calo del 7%. Ciò porta il valore della società a 12,25 miliardi di dollari. Non solo: molti hanno notato come Twitter abbia registrato la decima seduta negativa. In poche parole, dal suo debutto in borsa Twitter ha perso il 27% del suo valore iniziale.

C’è da dire che Twitter non sta certo vivendo un momento “magico”: il “down” globale registrato alcuni giorni fa ha fatto seriamente preoccupare. Certo, nel corso di un paio d’ore la situazione è tornata alla normalità in tutto il mondo, ma per gli esperti finanziari questa “paralisi” sta diventando piuttosto allarmante.

Poco dopo il “down”, Twitter ha ceduto il 7%: il titolo, ad oggi, vale poco più di 16 dollari. Ben al di sotto del valore iniziale del 2013, quando Twitter venne valutata a 26 dollari. Il primo tonfo preoccupante si è avuto nell’agosto 2015, e da allora (in realtà!) il titolo non si è mai ripreso del tutto.

Gli esperti finanziari definiscono questa situazione “allarmante” per diverse ragioni: Twitter, per molti analisti, rimane una piattaforma perfetta per le news on line, ma ha un problema di tipo tecnico inerente la pubblicità.

Secondo Doshi, un analista di Mizuho, per far rialzare la testa a Twitter è necessario che ci siano una combinazione di diversi fattori: una crescita sostenuta dagli utenti, e di conseguenza una crescita di margini. Tutti elementi che, al momento, mancano del tutto.

La situazione, quindi, per Twitter non è certo delle migliori: il prossimo 10 febbraio, però, si avranno a disposizione i primi dati finanziari dell’ultimo trimestre 2015, e si comprenderà se la nuova gestione di Jack Dorsey (nuovo Ceo del gruppo) abbia un effetto positivo sull’azienda. E sulla borsa.

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