Nuove regole in arrivo per le Partite Iva 2016. Il disegno di legge contenente misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato è stato presentato dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali quale collegato alla legge di stabilità. Ora, dopo aver esaurito l’esame delle commissioni parlamentari, è pronto per il passaggio in Aula. Sono tante le novità da mettere in conto per tutte le Partite Iva.

Il provvedimento prevede l’applicazione dell’interesse di mora in caso di ritardo dei pagamenti nei confronti dei lavoratori autonomi e dispone che le pubbliche amministrazioni favoriscano l’accesso di questi ultimi a bandi e concorsi. La partecipazione potrà avvenire anche tramite la realizzazione di reti tra professionisti, consorzi e associazioni temporanee. Prevista la deducibilità delle spese di formazione professionale e l’esclusione dal reddito delle spese di vitto e alloggio per trasferte organizzate su incarico del committente. Prevista inoltre la possibilità di individuare nuove aree di azione dei professionisti.

Ampliate le tutele in caso di maternità e malattia. Prevista inoltre una delega al governo per consentire alle Casse di previdenza di erogare prestazioni sociali a fronte di situazioni di difficoltà derivanti da malattia o calo consistente del reddito. I centri per l’ impiego dovranno fornire informazioni e servizi anche ai lavoratori autonomi. Definite le condizioni per favorire la diffusione del lavoro agile cioè quello svolto anche fuori dall’azienda e senza vincoli di orario. Il lavoratore ha diritto a condizioni economiche e normative almeno pari a quelle riconosciute a chi svolte l’attività esclusivamente dentro l’azienda.

Funzioni P.A. ai professionisti. Il governo dovrà individuare (con un successivo decreto legislativo) gli «atti pubblici che possono essere rimessi anche alle professioni ordinistiche», visto il loro «carattere di terzietà». Fra le funzioni che verranno devolute alle categorie, quelle che porteranno «alla deflazione del contenzioso giudiziario».

Più welfare dalle casse. Enti previdenziali privati abilitati (previa autorizzazione degli organi di vigilanza) a svolgere «altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione facoltativa», fra cui il sostegno al reddito degli iscritti in circostanze straordinarie.

Norme soft per gli studi. Semplificati gli adempimenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per gli studi professionali, attraverso l’equiparazione alle case.

Costi formazioni detraibili. Deducibili («entro il limite annuo di 10.000 euro») dal pagamento delle tasse le spese per l’iscrizione ai corsi, per l’aggiornamento professionale, nonché «le spese di iscrizione a convegni e congressi». Nel contempo, sarà possibile dedurre («entro il limite annuo di 5.000 euro»), quanto corrisposto per «servizi di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirati a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti».

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