È in arrivo una serie di novità per commercianti, professionisti e commercialisti tra scontrini e versamento dell’Iva su base semestrale anziché trimestrale, uso della moneta elettronica legato al limite dei contanti già in vigore. In prima battuta, niente anticipo della lotteria degli scontrini, anche chi paga alla cassa con bancomat o carta di credito dovrà però aspettare il 2018. Un rinvio che dovrebbe arrivare via emendamento al decreto legge Milleproroghe, insieme a un altro pacchetto di modifiche messe a punto dai ministeri. Tra le proposte che hanno più possibilità di incassare il via libera anche quella chiesta a gran voce dai commercialisti e che punta a modificare l’obbligo trimestrale per le comunicazioni Iva. L’ipotesi più accreditata è che la scadenza diventi semestrale, almeno per il primo anno.

Le prime votazioni sui 1.200 emendamenti presentati dai gruppi parlamentari, di cui la metà dalla maggioranza, si terranno solo la prossima settimana, e saranno ammesse solo solo le proposte relative a proroghe. Sembra dunque scontato il rinvio della lotteria degli scontrini: si tratta di una misura antievasione introdotta con il disegno di legge di Bilancio e che durante l’iter parlamentare è stata anticipata al primo marzo per chi paga con la moneta elettronica. Gli aggiornamenti tecnologici sono risultati però meno facili da attuare del previsto, rendendo dunque necessario prendere tempo. La misura va inquadrata anche nel contesto del già esecutivo innalzamento della soglia di 3.000 euro per pagare in contanti.

Attenzione, perché è vietato dividere in modo artificioso i pagamenti – ad esempio 10 rate di 500 euro per versare 5.000 euro – anche se il Ministero dell’Economia aveva chiarito che si possono concordare in anticipo i pagamenti rateali nel contratto. Ed è possibile pagare con carte di debito o di credito anche importi inferiori a 5 euro. Per chi non accetterà i pagamenti con carte è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria. Questo obbligo, inclusa la multa, non si applica solo “nei casi di oggettiva impossibilità tecnica“.

Il tetto di 1.000 euro è ancora in vigore per tre circostanze: il money transfer ovvero i servizi di rimessa di denaro con l’estero; i pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, comprese le pensioni; gli assegni bancari e postali emessi senza clausola di non trasferibilità. Anche nel 2017 i trasferimenti di denaro contante possono essere effettuati fino a 2.999,99 euro e non più fino a 999,99 euro. Il limite resta a 999,99 euro, invece, per i money transfer. Provando a fare un confronto, attualmente in Spagna il limite è di 2.500 euro, in Belgio di 3.000 euro, mentre Paesi come la Germania, l’Austria o la Slovenia non hanno nessuna soglia. La Francia ha di recente deciso di abbassare a 1.000 euro la soglia e la Grecia ha un limite a 1.500.

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