Continua anche in questi mese di settembre e ottobre 2016 la ricerca dei migliori conti correnti sulla base di tassi di interessi, rendimenti, condizioni. E un interessante spaccato della situazione viene proposto da CorrierEconomia, il supplemento economico del lunedì del Corriere della Sera. Viene fuori che i tassi di interesse sono ancora bassi e che non ci sono le condizioni migliori di alcuni anni fa. A ogni modo, quali sono i costi annui indicativi in 10 grandi banche italiane secondo i parametri Banca d’Italia? Qubì di Ubi Banca con costo allo sportello di 74,10 euro e online di 63,10 euro, In Novo Conto Pratico di Bnl con costo allo sportello 169,35 euro e online di 83,95 euro. A chiudere il podio c’è Facile di Intesa con costo allo sportello 115,80 euro e online di 83,95 euro. A seguire ci sono Premiaconto di Banco Popolare, Italiano per noi di Monte dei paschi di Siena, Comodo di Credem, Solo Tuo Evoluto di Banca Carige, Famiglia di Cariparma, My Genius di Unicredit, New Welcome di Popolare Milano.

Alternative online

Il punto di forza è rappresentato dai bassi se non inesistenti costi per i clienti. Ma con una raccomandazione: attenzione ai prelievi che possono arrivare fino a 5 euro in filiale, se possibili, e fino a 7,5 euro per i bonifici fisici. Andando nel dettaglio, i conti correnti più convenienti sono quelli di Hello! Money (Banca nazionale del lavoro) con tasso annuo creditore per i primi 9 mesi pari a 0,50% da 5 a 25 mila euro, 1% da 25mila a 100mila euro, Conto Arancio (Ing Direct) con tasso annuo debitore nominale del 7%, Conto Webank (Bpm), IW Conto (Ubi), Conto Widiba (Monte dei paschi di Siena) con tasso annuo creditore allo 0,25%.

Solidità

Se c’è un indicatore da tenere ben presente soprattutto di questi tempi è il Cet1. Misura la solidità delle banche ed è pari o superiore al 12% in 11 casi su 18. Si tratta di una quota che deve essere letta alla luce dell’8% di ratio minimo richiesto per le banche sistemiche, anche se viene alzato dalla Banca centrale europea che fissa l’obiettivo banca per banca. Ebbene, stando ai dati delle relazioni semestrali 2016 elaborate da Università Bocconi per CorrierEconomia, la situazione attuale è la seguente: Mediolanum (20,2% Banco Popolare (14,9% Bper (14,5% Credem (13,6% Credito Valtellinese (13% Intesa Sanpaolo (12,7%), Banca Carige (12,3%), Mps (12,1%), Mediobanca (12,1%), CariAsti (12,1%), Banca Sella (12%), Bpm (11,7%), Ubi Banca (11,4%), Cariparma (11,3%), Banco Desio 10,8%), Popolare di Vicenza (10,8%), Popolare Sondrio (10,8%), Unicredit (10,5%).

Redditività

Decisamente interessante è anche la classifica della redditività degli isitituti bancari italiani elaborata da Università Bocconi sempre per CorrierEconomia. Percentuali positive per Mediolanum (8,94%), Banca Sella (8,89%), Mediobanca (7,31%), Intesa San Paolo (3,90%), Bpm (3,58%), Unicredit (3,02%), Monte dei paschi di Siena (3,14%), Credem (3%), Cariparma (2,61%), Banco Desio (2,55%), Popolare di Sondrio (1,85%), Bper (1,16%), Credito Valtellinese (1,02%), Cassa Risparmio di Asti (0,59%). All’opposto, ci sono anche quattro banche con percentuali negative. Si tratta di Banco Popolare (-4,13%), Ubi Banca (-8,07%), Banca Carige (-8,36%), Popolare di Vicenza (-19,74%).

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